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DRIFT Linux: la nuova live distro forense italiana

Nel panorama delle distribuzioni Linux dedicate alla digital forensics, arriva una novità interessante: DRIFT Linux, una live distro forense italiana progettata dall’esperto Massimiliano Dal Cero come un vero e proprio laboratorio per professionisti DFIR, consulenti d’informatica forense e forze dell’ordine.

DRIFTLINUX Distro Informatica Forense basata su Linux per acquisizioni e copie forensi

L’Italia è nota da anni per le live distro forensi, a partire dalle storiche DEFT e Caine, seguite da Tsurugi (alla quale Massimiliano Dal Cero contribuisce e continuerà a fornire supporto) e altre distro minori, si è però sempre sentita l’esigenza di un approccio minimale e con un occhio all’utilizzo pratico che gli informatici forensi fanno delle distribuzioni live, che poi possono essere utilizzate anche in macchine virtuali VM oppure installate su un PC.

Cos’è DRIFT Linux?

DRIFT nasce come sistema live pensato per operare direttamente sul campo in attività di acquisizione di dispositivi, raccolta di evidenze (anche da web e cloud) e alcune delle prime fasi di analisi. L’obiettivo di DRIFT Linux è offrire uno strumento immediato, pronto all’uso e completo già dal boot.

DRIFT Linux Digital Forensics Live Distro

La live distro per digital forensics DRIFT Linux si avvia in pochi secondi e mostra un menù completo di tutti gli strumenti indispensabili per attività d’incident response e informatica forense.

Caratteristiche principali

DRIFTLinux ha alcune caratteristiche che lo rendono un progetto interessante per chi si occupa d’informatica forense:

  • Live system operativo e portabile
    Nessuna installazione necessaria: avvio immediato e utilizzo su qualsiasi macchina.
  • Focus su acquisizione e raccolta evidenze
    Supporto per copia forense di dispositivi fisici e acquisizione di contenuti web completi, analizzabili offline, tramite un tool di web forensics.
  • Toolset integrato per DFIR
    DRIFT Linux Include strumenti essenziali per iniziare subito le attività di investigazione digitale.
  • Struttura modulare e razionale
    Progettata per essere organizzata, estendibile e facilmente mantenibile.

Essendo progettata in modo modulare e minimale, la live distro DRIFT Linux permette l’avvio in RAM tramite il parametro di boot al kernel “toram” selezionabile direttamente all’avvio.

DRIFT Linux boot in RAM con toram

Allo stesso modo, si può selezionare l’avvio grafico o testuale, verbose o con persistenza, eventualmente anche con una modalità avanzata e troubleshooting in caso di problemi di boot.

Per poter fare mount in modalità read-only viene fornito un “DRIFT Forensics Mount Manager” con lo scopo di permettere di selezionare e verificare la modalità di mount di ogni periferica.

DRIFTLinux Forensic Mount Manager

Altra piccola ma importante accortezza: la rete (ethernet, wifi, etc…) è sconnessa all’avvio a meno che l’utente non la abiliti dopo il boot tramite il “DRIFT Connection Panel”, in modo da rimanere silente anche sulla parte di connettività.

DRIFT Linux Network Connections Panel

Filosofia progettuale alla base di DRIFT Linux

Alcuni degli aspetti più interessanti dietro la distribuzione forense DRIFT Linux che emergono dal sito web e da una prima visione del prodotto sono:

  • Approccio pragmatico: strumenti utili, concreti, pronti all’uso sul campo
  • Modularità: ogni componente ha uno scopo chiaro, evitando complessità inutili
  • Portabilità totale: l’idea di “forensic lab in tasca” è centrale nello sviluppo
  • Efficienza operativa: ridurre il tempo tra acquisizione e analisi

Questa visione richiama la tradizione Linux/Unix, nella quale vengono privilegiati gli strumenti semplici, focalizzati e componibili, nell’ottica di una sempre maggiore efficacia e chiarezza.

Download e versioni a confronto

DRIFT Linux è disponibile per il download gratuito al link “Download DRIFT Linux” sulla home page del progetto, nella quale vengono proposte ben quattro alternative:

DRIFT Fast 2026.01: La versione standard, 1256MB di software preconfigurati per l’informatica forense e la gestione degli incidenti informatici (drift-linux-FAST-hybrid.iso, MD5: b5aa7a8e9e18cbe4b462dfa3bc81a4cd58ac31fc).

DRIFT Fast XS 2026.01: La versione ridotta per le sole acquisizioni forensi e primo intervento, 782 MB di strumenti pronti all’uso che possono essere caricati in RAM anche su PC con poca disponibilità di memoria (drift-linux-FAST-XS-hybrid.iso, MD5: 829e71ad69e0189b93e63afb93093564).

DRIFT Fast Micro 2026.01: La versione ultra minimalista, che a breve sarà disponibile e occuperà poco spazio sia su disco sia eventualmente in memoria, con i soli tool per acquisizioni forensi in contesti dove l’occupazione di risorse e la compatibilità possono essere un problema.

DRIFT Paddock 2026.01: La versione installabile per chi preferisce lavorare su una workstation in versione permanente e non dover avviare tutte le volte una distribuzione live che risiede soltanto in RAM.

Sempre nella pagina di Download di DRIFT Linux, Massimiliano Dal Cero ha deciso di ripubblicare le “vecchie glorie“, le distribuzioni DEFT Zero delle quali era già uno degli autori al tempo, distribuzioni che ancora oggi vengono utilizzate perché pur se obsolete si sono dimostrate stabili e minimali:

DEFT Zero 2017.1: La versione DEFT Zero originale, “senza zucchero e tool aggiunti”, ideale per sole acquisizioni forensi e massima compatibilità (deftZ-2017-1.iso, SHA256 beb575e34d948536474770c0af96c15111275e63e3e9975fa79fb337294a2cb0)

DEFT Zero 2018.2: nelle due versioni Original 2O (deftZ-2018-2O-resurrected.iso, SHA256 d207c31e880a46629a0a8c179502644ae76d3e10613bd7ee7a4a929a8ce0fff2) e Updated 2U (deftZ-2018-2U-resurrected.iso, SHA256: 112a7e3ebc5f063e7b80a3f035cb6dca498aec40323c2f0cc271e20c7f81a6dd)

Manuale d’uso e video tutorial

Il sito web contiene utile documentazione relativa al progetto, inclusi alcuni video tutorial di DRIFT Linux in azione che mostrano in modo immediato le caratteristiche principali della live distro.

Una volta scaricata la ISO della versione prescelta della live distro, è sufficiente creare una “live usb” tramite balenaEtcher, Rufus, Ventoy o dd e avviare la distribuzione dalla porta USB del PC ove s’intente utilizzare DRIFT Linux.

DEFT Zero 2018.2 Download

DEFT Zero 2018.2, live distro disponibile in download

DEFT Zero 2018.2 DownloadDisponibile per il download la versione 2018.2 di DEFT Zero, la distribuzione forense gratuita e open source dedicata all’acquisizione forense di sistemi x86 e x64 basata su Linux. Con dimensione di soli 650 MN, la live distro DEFT Zero può essere avviata anche su PC con poca memoria RAM, anche con il caricamento diretto in memoria così da poter garantire velocità e liberare, nel contempo, la porta USB o il lettore CD dal quale la distribuzione è stata avviata.

Le distribuzioni forensi vengono utilizzate quotidianamente da periti informatici e consulenti d’informatica forense per eseguire attività di acquisizione e analisi delle prove digitali finalizzate alla produzione in giudizio e utilizzo in Tribunale delle evidenze. I punti di forza delle live distro sono la completezza di strumenti, compatibilità con un gran numero di dispositivi e la componente open source che conferisce possibilità di esame in contraddittorio dei metodi utilizzati per le acquisizioni e analisi forensi da parte dei consulenti informatici forensi nella produzione delle perizie informatiche che vengono loro commissionate.

La forensic distro DEFT Zero 2018.2 supporta bios UEFI e secure boot, è basata su Lubuntu 14.04.5 LTS, Kernel Linux 4.4.0-53 e possiede la versione 0.8.8. di Guymager che fa uso della 20130416 di libewf. Sono presenti i tradizionali tool di hashing così come quelli indispensabili per eseguire copie forensi di hard disk e memorie di massa tra i quali spiccano Guymager, FTK Imager, dc4dd, dcfldd, ddrescue, dd_rescue ma anche la libreria “dislocker” per gestire dischi criptati con bitlocker e il tool per dischi e partizioni criptate VeraCrypt.

Deft Zero 2018.2

Le novità di questa versione sono il supporto ai nuovi Apple Macbook e Macbook Pro, con i dischi SSD nVME o PCIe che DEFT Zero è in grado di rilevare, montare o acquisire in maniera forense.

La password di root di DEFT Zero è sempre “deft”, nel caso in cui la GUI dovesse andare in crash, è possibile lanciarla e loggarsi utilizzando utente “root” e password “deft”, così da tornare in una interfaccia grafica utilizzabile.

Al boot DEFT Zero offre la possibilità di caricare il sistema in RAM (così da poter rimuovere, dopo l’avvio, la pendrive o il CD contenente la distribuzione forense) oppure di attingere al sistema dal supporto e, in caso di PC obsoleti, di non avviare l’interfaccia grafica attivando soltanto il terminale. Per i più esperti, sono disponibili tramite il tasto  F6 ulteriori parametri di avvio, come “acpi=off”, “noapic”, “nolapic”, “edd=on”, “nodmraid”e  “nomodeset”, utili ad esempio per l’avvio su sistemi con particolari schede grafiche, controller RAID o di gestione energia o su Macbook o iMac.

DEFT Zero parametri del kernel al boot

Di default, DEFT Linux non monta in automatico i dischi connessi al PC né al momento del boot e neanche successivamente, quando vengono collegati nuovi dispositivi, ma offre sempre la possibilità di montare in modalità sola lettura (“read-only” o “ro”) o in scrittura (“read-write”, “rw”) i dischi sia tramite il file manager grafico PCManFM, cliccando con il tasto destro sul disco che s’intende montare e selezionando”Mount in protected mode (Read Only)” per montare i dischi in modalità read only e “Mount Volume” per montarli in scrittura.

DEFT Zero file manager per montare i dischi in read only

Per chi preferisce la linea di comando, è sempre possibile bloccare e sbloccare la scrittura su disco (che di default è sempre bloccata) tramite gli script “wrtblk-disable” e “wrtblk-enable”. Lo script “wrtblk-disable” prende in input il nome del device da sbloccare in scrittura (quindi sul quale sarà possibile fare un mount in modalità “rw”), digitando ad esempio “wrtblk-disable sda” per sbloccare il device /dev/sda, che potrà quindi essere montato anche in scrittura o sul quale sarà possibile scrivere anche direttamente tramite dd).

Come abilitare la scrittura sui dischi in DEFT Linux con wrtblk-disable

Per bloccare nuovamente il disco in sola lettura, è sufficiente digitare – sempre da linea di comando – lo script “wrtblk” seguito dal device sul quale s’intende impedire la scrittura. Il comando “wrtblk sda“, ad esempio, farà sì che sul device /dev/sda diventi impossibile scrivere, sia tramite mount in modalità “rw” ma anche a basso livello, agendo direttamente sul dispositivo tramite comandi come dd, dcfldd o dc3dd.

Come bloccare in scrittura i dischi tramite wrtblk in DEFT Linux

I due script “wrtblk” e “wrtblk-disable” non fanno altro che richiamare il comando linux “blockdev”, che con il parametro “–setrw” abilita la scrittura su di un disco, mentre con il comando “–setro” ne blocca la scrittura permettendone soltanto la lettura, secondo questo schema:

  • blockdev –setrw /dev/sdX“: permette la scrittura sul device sdX;
  • blockdev –setro /dev/sdX“: blocca la scrittura sul device sdX, permettendo la sola lettura.

Una volta bloccato o sbloccato da scrittura un dispositivo, è comunque necessario – per scriverci o leggerne il contenuto – eseguire il comando “mount” con gli opportuni parametri “-o ro” (per montare in sola lettura, read-only) oppure “-o rw” (per montare in lettura e scrittura – read-write) da GUI oppure da cmdline.

Il download della distribuzione forense DEFT Zero, in versione 2018.2, è disponibile gratuitamente dal mirror GARR e il valore hash di controllo della ISO è cd410c27ac580f0efd1d7eab408b4edb. Si ricorda che la password di root di DEFT Zero è “root” e l’utente è “deft” e il file “deftZ-2018-2.iso” produce i seguenti valori hash:

  • MD5: cd410c27ac580f0efd1d7eab408b4edb
  • SHA1: 8d42a0cf6c33c0602dcbded202d87a7629c46cc9
  • SHA256: 26234790be3c3641cd9018c1b2286e2f8422109cdc4e011f75db8b10a295ae28

Ricordiamo che la immagine ISO di DEFT Zero, una volta terminato il download, può essere masterizzata su di un CD (con qualunque software che supporti masterizzazione di ISO, come ImgBurn, CDBurnerXP o FreeISOburner) ma anche più comodamente riversata su di una pendrive USB che quindi può essere utilizzata per avviare il PC sul quale la piattaforma DEFT verrà caricata in live.

I software consigliati per riversare la ISO di DEFT Zero su pennetta USB sono UnetBootIn, Etcher e Rufus, disponibili per Windows, Mac o Linux, richiedono il percorso del file ISO contenente il download di DEFT Zero e ne salvano il contento su una pendrive USB rendendola avviabile dal sistema. E’ altresì possibile riversare DEFT Zero su una pendrive multibook, utilizzando strumenti come Sardu, Yumi o Easy2Boot.

Chi è interessato ad approfondire la lista dei pacchetti installati in DEFT Zero 2018.2 e i relativi numeri di versione, può trovarli al link Deft Zero 2018.2 packet list.