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L’informatica forense per l’eredità digitale su Focus Familia

Sul numero di maggio della rivista Focus Familia è stato gentilmente pubblicato un mio articolo intitolato “Il contributo della Digital Forensics all’eredità digitale“, nel quale affronto i temi legati alla perdita – od ove possibile al passaggio – d’informazioni legata alla perdita delle persone.

Focus Familia - Rassegna Giuresprudenziale

In particolare, sulla Rassegna Giurisprudenziale dedicata al Diritto di Famiglia, in tema di eredità digitale nell’articolo di Focus Familia tratto e approfondisco tre temi spesso affrontati durante le attività quotidiane di perizia informatica forense:

  1. l’accesso ai dispositivi informatici, protetti in genere da una password impostata dal defunto e molto spesso non nota ai suoi parenti, che perdono l’accesso a dati, informazioni, conti bancari, password e ricordi anche della loro vita con i cari estinti;
  2. l’accesso alle aree web, cloud o account remoti degli utenti passati a miglior vita, che come nel caso Apple trattato dalla Dott.ssa Guglielmetti spesso non viene concesso agli eredi, figli o congiunti di chi è scomparso;
  3. l’eredità digitale in criptovalute (es. Bitcoin, Ethereum, Zcash, Monero e altre criptomonete) che i defunti spesso non hanno provveduto a condividere – prima della loro morte – con chi rimane in vita, che quindi non ha modo di accedere al wallet lasciato in eredità dai loro cari.

Molto interessante l’editoriale a cura della collega Marilena Guglielmetti dal titolo “Mutatis mutandis: il cambiamento tecnologico, gli effetti sulla nostra vita e le sinergie tra professioni” oltre al contributo su “Storico del diritto e pioniere del digitale: il notaio oggi” del Notaio Dott. Fabio Auteri.

La rivista è scaricabile gratuitamente da questo link.

IISFA Memberbook 2021 – Digital Forensics

Finalmente disponibile il libro “IISFA Memberbook 2021 DIGITAL FORENSICS: Condivisione della conoscenza tra i membri dell’IISFA ITALIAN CHAPTER”, in italiano, acquistabile in formato elettronico o cartaceo su Amazon.

IISFA Memberbook 2021 - Digital Forensics

Il libro “IISFA Memberbook 2021”, curato da Gerardo Costabile, Antonino Attanasio e Mario Ianulardo, raccoglie contributi di diversi soci IISFA in ambito digital forensics, informatica forense, OSINT e vari argomenti legati alle investigazioni digitali. Gli argomenti di quest’anno sono tutti di notevole interesse e piuttosto variegati, spaziando dall’ingegneria sociale, deep fake, dark web, criminologia, analisi forense d’immagini, riforma delle intercettazioni, acquisizione forense di siti e pagine web, sorveglianza, terrorismo, crittografia e sicurezza.

Ogni capitolo è dedicato a un argomento specifico, secondo il seguente prospetto:

  1. L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale tra etica e diritto – Tania Tofanelli
  2. Ingegneria Sociale e rischi nell’interazione uomo – robot – Ilenia Mercuri
  3. Intelligenza Artificiale e Internet Of Things. La conquista cybernetica e le lacune normative – Patrizia Giusti
  4. Surface, deep e dark-web: Il business dei dati – Alice Raccis
  5. L’evoluzione del fenomeno criminogeno nell’ultimo decennio – Marilena Guglielmetti
  6. Analisi forense di immagini deepfake Di Volti Di Persone – Sebastiano Battiato, Oliver Giudice, Luca Guarnera, Cristina Nastasi
  7. Come mitigare il rischio di spoofing e garantire il valore probatorio delle immagini digitali – Giuseppe Cattaneo, Umberto Ferraro Petrillo, Andrea Bruno, Paola Capasso, Mario Ianulardo
  8. Dalla riforma Orlando alla riforma Bonafede, le modifiche e l’entrata in vigore della riforma del sistema delle intercettazioni: stato dell’arte e prospettive aperte – Alfonso Buccini, Daniele Cirina
  9. Acquisizione forense di pagine e siti web: principi tecnici, stato dell’arte e prospettive future – Paolo Dal Checco
  10. La sorveglianza di massa nell’era digitale tra esigenza di sicurezza e tutela dei diritti individuali: il caso datagate – Marco Ianulardo
  11. Terrorismo cibernetico: realtà o finzione? Profili problematici di definizione e contrasto – Antonio Fabio Vigneri
  12. Crittografia e sicurezza negli smartphone – Salvatore Filograno

IISFA Memberbook 2021 DIGITAL FORENSICS: Condivisione della conoscenza tra i membri dell’IISFA ITALIAN CHAPTER (Italian Edition)

IISFA, nata nel 2007, è la prima associazione italiana con focus specifico sulla “Information Forensics”. Questa, senza scopo di lucro ed aperta a tecnici e giuristi, ha come scopo la promozione della materia attraverso la divulgazione, l’apprendimento e la certificazione, riconosciuta tra l’altro in ambito internazionale. L’Associazione, indipendente e con una forte impostazione tecnico-scientifica, contempla centinaia di soci, sia consulenti professionisti o avvocati che appartenenti alle forze dell’ordine ed alla magistratura. IISFA emette la certificazione CIFI (Certified Information Forensics Investigator), certificazione qualificante previo esame teorico su varie arie di interesse della materia.

Il libro “IISFA Memberbook 2021” è acquistabile su Amazon, in formato cartaceo o elettronico, un ringraziamento speciale va ai curatori Gerardo Costabile, Antonino Attanasio e Mario Ianulardo per l’ottimo lavoro e la dedizione dimostrata nello stimolare i soci a produrre materiale d’interesse, raccogliere i contributi e creare – con tutte le difficoltà del caso – un volume completo e aggiornato su temi di attualità in ambito investigazioni digitali e digital forensics.

OSINT sul social network ClubHouse per OsintOps

È uscito ieri un mio pezzo, pubblicato sul blog del team OsintOps, che tratta delle attività di OSINT su ClubHouse e di come sia possibile ricavare informazioni interessanti a partire dai dati divulgati in modo più o meno trasparente dal social network ClubHouse, che sta raggiungendo proprio in questi giorni un picco di utilizzatori in Italia, dopo aver spopolato all’estero già da aprile 2020. Poiché le attività di ricerca online tramite OSINT sono spesso legate alla digital forensics e investigazioni digitali, ho fatto alcuni esperimenti con un’utenza Club House per verificare quali informazioni fosse possibile ricavare tramite tecniche e metodologie di OSINT sulle fonti aperte.

OSINT su ClubHouse App e Social Network

Tramite semplici ricerche online è possibile eseguire attività di OSINT su App e Social Network ClubHouse, a partire dall’interessante proprietà degli inviti, che su ClubHouse non possono essere nascosti e che quindi mostrano in modo perenne i collegamenti tra soggetti basati proprio sulla catena d’inviti. Chi si occupa di ricerche online, informatica forense e giornalismo investigativo può beneficiare di questa rete di contatti che gli utenti disegnano inconsapevolmente nel momento in cui invitano qualcuno su ClubHouse o accettano un invito.

Altra proprietà particolarmente rilevante del social network ClubHouse, che ne permette un’analisi OSINT di buon livello, è il fatto che di ogni utenza telefonica è possibile visionare (fino a quando non si registra sulla piattaforma) il numero di utenti di ClubHouse che la possiedono in rubrica fra i propri contatti.

Nell’articolo pubblicato su OsintOps ho riportato alcune perplessità sull’impossibilità di cancellare manualmente il proprio account e sulla necessità, invece, di dover contattare l’assistenza Clubhouse per la rimozione. Allo stesso modo, alcune questioni sulle modalità con le quali ClubHouse gestisce la rubrica telefonica e i contatti dello smartphone hanno sollevato alcune questioni sulla sua conformità o meno al GDPR, data protection e privacy.

Ripetibilità e Irripetibilità delle Copie Forensi

Ripetibilità e Irripetibilità delle Acquisizioni Forensi

Il seguente mio scritto su Ripetibilità e Irripetibilità delle Acquisizioni Forensi è tratto dagli Atti del Convegno della tavola rotonda su “Ripetibilità e irripetibilità delle acquisizioni forensi in ambito d’indagini digitali” dove il 19 ottobre 2016 ho tenuto un intervento come relatore a Roma, insieme agli amici e ottimi professionisti Giovanni Ziccardi, Francesco Paolo Micozzi, Andrea Ghirardini e Mattia Epifani durante il Forum ICT 2016 organizzato da Tecna Editrice.

Ripetibilità e Irripetibilità delle Acquisizioni Forensi

Durante la tavola rotonda tenutasi a Roma a ottobre 2016 si è parlato delle problematiche di ripetibilità e irripetibilità ex art 360 c.p.p. e 359 c.p.p. delle fasi di copia forense e acquisizione delle evidenze digitali in ambito di computer, hard disk, pendrive, cloud, smartphone e cellulari, cloud, siti e pagine web, NAS e datacenter con la partecipazione di consulenti informatici forensi e giuristi specializzati nelle nuove tecnologie.

Introduzione

Ripetibilità e Irripetibilità delle Copie ForensiIl dibattito sulla ripetibilità o irripetibilità degli accertamenti in campo d’informatica forense è fra i più accesi: fin dagli esordi della disciplina è stato argomento di discussione fra Consulenti, Pubblici Ministeri, Giudici e Giuristi senza che si riuscisse purtroppo ad arrivare a una linea condivisa. Al contrario, l’aumentare della complessità dei dispositivi di archiviazione e trasmissione dati ha fatto sì che le modalità di acquisizione diventassero sempre più invasive e si rimettessero in discussione le poche certezze che, con il tempo, sembravano essersi fatte strada tra gli esperti del settore.
Precisiamo che parlando di ripetibilità e irripetibilità degli accertamenti ci riferiamo alle fasi della consulenza tecnica in ambito giudiziario ove al Consulente viene richiesto elaborare e valutare elementi di prova, eventualmente previa acquisizione di una copia. Questo tipo di accertamenti – ex artt. 359 o 360 c.p.p. – si differenzia dalle operazioni tecniche eseguite nel corso delle attività di Polizia Giudiziaria, in genere finalizzate alla mera rilevazione degli elementi a disposizione.

Art. 359 o art. 360 c.p.p.?

La discussione origina, essenzialmente, dall’interpretazione di due articoli di Legge che vengono citati durante la nomina del Consulente e che delineano la forma in cui si svolgeranno le Operazioni Peritali e quindi la modalità con la quale verranno coinvolte le parti e si formerà la prova.
L’art. 359 c.p.p. descrive la possibilità, per il Pubblico Ministero, di avvalersi di Consulenti per eseguire “accertamenti, rilievi segnaletici, descrittivi o fotografici e ad ogni altra operazione tecnica per cui sono necessarie specifiche competenze”. L’articolo, implicitamente, annovera fra le attività quelle che non causano modificazioni a persone, cose o luoghi, cioè “accertamenti ripetibili”. La “ripetizione” entra in gioco in quanto si richiede – appunto – che un esame porti agli stessi identici risultati anche se ripetuto più volte e da diversi soggetti. Ovviamente affinché ciò avvenga, la fonte di prova deve innanzitutto rimanere integra e non deteriorarsi o distruggersi.
L’art. 360 c.p.p. precisa invece che “quando gli accertamenti previsti dall’art. 359 riguardano persone, cose o luoghi il cui stato è soggetto a modificazione, il pubblico ministero avvisa, senza ritardo, la persona sottoposta alle indagini, la persona offesa dal reato e i difensori del giorno, dell’ora e del luogo fissati per il conferimento dell’incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici”. Si parla in questo caso di “accertamenti irripetibili”, nelle quali cioè lo stato degli oggetti sottoposti ad esame è stato modificato e accertamenti successivi porterebbero a risultati diversi o persino potrebbero non essere più esperibili perché gli oggetti sono andati distrutti. Alcuni esempi tipici esami su stati soggetti a modificazione sono i rilievi stradali, accertamenti sui corpi umani o in ambienti aperti dove le condizioni meteo possono causare alterazioni. Tutti casi nei quali “i difensori nonché i consulenti tecnici eventualmente nominati hanno diritto di assistere al conferimento dell’incarico, di partecipare agli accertamenti e di formulare osservazioni e riserve” a meno che prima del conferimento dell’incarico, la persona sottoposta alle indagini non abbia formulato riserva di promuovere incidente probatorio”. Si consideri come non si parla soltanto della fase di acquisizione, ma anche di analisi: ci sono infatti esami che possono essere eseguiti una sola volta, si pensi ad esempio all’analisi del DNA di una particella molto esigua di sangue che, durante l’esame stesso, viene interamente utilizzata.

Ripetibilità e irripetibilità degli accertamenti su memorie di massa

Nella maggioranza dei casi ciò che è memorizzato su un dispositivo di archiviazione dati (hard disk, scheda di memoria, pendrive, etc…) vi rimarrà fino a che non interverrà un ordine esplicito di cancellazione o modifica o un danneggiamento/deperimento dell’hardware. Questa caratteristica fa sì che si possa innanzitutto dividere in due fasi ben distinte l’accertamento sul materiale informatico: l’acquisizione e l’analisi dei dati.

La fase di acquisizione prevede la generazione di una copia il più possibile conforme all’originale, finalizzata a poter eseguire su di essa la fase successiva di analisi, che consiste nell’elaborazione di quanto acquisito per produrre una relazione tecnica che risponda ai quesiti posti dagli inquirenti o dal cliente.
La prima fase, quella di acquisizione, su alcuni dispositivi “tradizionali” come hard disk, schede di memoria o pendrive viene ormai considerata ripetibile. Dal punto di vista tecnico, il motivo è che i dispositivi di archiviazione di massa permettono in genere (tralasciamo per ora le questioni legate ai dischi SSD e al trim o wear leveling delle memorie flash) all’operatore di eseguire una copia integrale dell’intero spazio disponibile per i dati, siano essi presenti o cancellati. La copia integrale viene chiamata “copia forense”, “copia bistream” o “copia bit-to-bit” perché contiene tutti i bit/byte del supporto di memoria, dal primo all’ultimo, allocati (cioè sui quali sono scritti dei dati ancora presenti) o non allocati (cioè vuoti o sui quali vi sono dati non più considerati presenti).
La seconda fase, quella di analisi del dato copiato, è la meno problematica dal punto di vista della ripetibilità perché è per definizione ripetibile. Partendo dalla stessa copia forense, sia il consulente del PM sia quello delle parti e, in un momento successivo, anche l’eventuale Perito del Giudice sarà in grado di ottenere gli stessi risultati.
Dal punto di vista giuridico, secondo giurisprudenza consolidata l’estrazione di un dato da un hard disk di un pc sottoposto a sequestro è un atto ripetibile (si vedano ad esempio le sentenze di Cassazione sez. I 25.2.2009 n. 11503 e sez. I 5.3.2009 n. 14511) poiché un’attività di questo tipo non comporta al-cuna attività di carattere valutativo su base tecnico scientifica né determina alcuna alterazione dello stato delle cose. Questo ovviamente se nell’eseguire la copia dei dati vengono adottate le necessarie precau-zioni, cioè le operazioni avvengano “adottando misure tecniche dirette ad assicurare la conservazione dei dati originali e ad impedirne l’alterazione”, “con una procedura che assicuri la conformità dei dati acquisiti a quelli originali e la loro immodificabilità” (così come prescritto dalla Legge 48/2008).

Ripetibilità e irripetibilità degli accertamenti su cellulari, smartphone e cloud

A differenza delle memorie di massa, per quanto riguarda gli smartphone la situazione è certamente più complessa ma si sta lentamente arrivando a una visione condivisa. Dal punto di vista dell’acquisizione, la differenza tra uno smartphone e un hard disk consiste nel fatto che eseguire copie forensi bit-to-bit del primo è sostanzialmente più difficile, talvolta impossibile, mentre sul secondo la pratica è ormai consolidata sia dal punto di vista tecnico sia giuridico.
Per alcuni telefoni (es. alcuni Android) sono disponibili procedure che permettono tramite bootloader di avviare il dispositivo e acquisire copia della memoria così come si farebbe con un hard disk, dal primo all’ultimo byte, senza modificare nessuna area della memoria di massa contenente Sistema Operativo o dati. L’acquisizione così realizzata viene definita “physical” perché – a differenza delle acquisizioni che avvengono in modalità “filesystem” o “logical” – comporta la copia di tutto il supporto su cui vengono scritti i dati. La ripetibilità delle operazioni di acquisizione di questi dispositivi si riconduce a quella della copia di hard disk, ormai pacifica.
Ciò che invece richiede uno sforzo interpretativo maggiore è la copia forense di dispositivi che 1) richiedono l’avvio del Sistema Operativo per poter permettere le operazioni di copia e 2) possono non permettere acquisizione “physical” ma soltanto “logical” o “filesystem”. Il punto 1) già di per sé implica un qualche tipo di modifica all’oggetto che viene copiato, il che non significa necessariamente modifica ai dati. Il punto 2) implica che, non potendo eseguire operazione di copia in modalità “physical”, qualche informazione non possa essere acquisita (primi fra tutti, i dati cancellati ma ancora presenti in aree non allocate).
In questa situazione, ciò che aiuta a uscire dall’impasse è la distinzione tra “dato” e “contenitore” e la precisazione di quale subisce eventuali alterazioni. Se operazioni di copia successive, anche in modalità “logical” o “filesystem” non implicano modifiche ai dati (es. agli SMS, messaggi WhatsApp, foto, email, video, etc…) l’attività – dal punto di vista tecnico e del dato oggetto di eventuale quesito – può essere ripetuta a piacere e produrrà sempre gli stessi risultati. Certamente non saranno acquisiti dati cancellati e informazioni come file di log degli avvii del dispositivo potranno subire modifiche, ma il dato estratto sarà sempre lo stesso.
Per quanto riguarda il cloud, la situazione non è molto diversa da quanto descritto per i cellulari anzi vi è la complessità di un accesso remoto rispetto ad un’operazione su un oggetto che si può esaminare in laboratorio. Una modificazione dell’ambiente è congenita ma va valutato, caso per caso, il contesto sul quale il quesito pone l’attenzione. Il fine è capire se le attività possono non essere – dal punto di vista tecnico – irripetibili a fronte dell’analisi dell’impatto sui dati e dell’affidabilità e conformità di quanto acquisito con l’originale.

Conclusioni

La trattazione di questioni legate a ripetibilità e irripetibilità degli accertamenti (intesi come attività di copia e successivo esame dei dati) non può certamente concludersi nello spazio di poche righe, che però possono essere un punto di partenza per introdurre la problematica, i punti fermi e gli sforzi interpretativi legati alle operazioni sui dispositivi più recenti (cellulari, ma anche cloud).
Per quanto riguarda gli hard disk e le memorie di massa, la giurisprudenza si è già schierata ampiamente verso una condizione di “ripetibilità” delle operazioni, di copia e ancora di più di analisi ed elaborazione del dato. Per quanto riguarda gli smartphone, ma anche il cloud, la situazione è più complessa e va valutata di caso in caso. Certamente, se il quesito focalizza l’attenzione sul dato (es. foto, video, SMS, contatti, chat, etc…) e il dato non viene modificato dalle operazioni di copia, si può concludere che queste possano assumere una connotazione di ripetibilità, almeno dal punto di vista tecnico.

Il diritto del Web - Manuale giuridico e operativo di Internet

Il diritto del Web, Manuale Giuridico ed Operativo di Internet

Il diritto del Web - Manuale giuridico e operativo di InternetCon grande soddisfazione – ma soprattutto ammirazione per chi ne ha permesso la realizzazione e cioè Federica Federici, Angela Allegria e Michele Di Stefano – annuncio la pubblicazione a luglio della raccolta di saggi “Il diritto del Web, Rete, Intelligence e Nuove Tecnologie – Manuale Giuridico ed Operativo di Internet” alla quale ho dato il mio modesto contributo con un capitolo su “Ransomware e ricatti virtuali: violazioni della privacy e dei propri dati, nuove modalità di estorsione e di pagamento”.

Le tematiche trattate nell’opera sono molteplici: dopo una panoramica sulle fonti del diritto dell’informatica e informatica forense si entra nel vivo della rete e delle nuove tecnologie e del loro monitoraggio ai fini di giustizia e di sicurezza. Si parla quindi di Cyberspazio, Tempo, Diritto di accesso, diritti e doveri nell’uso di Internet, i beni e la loro tutela, i soggetti, la responsabilità, la tutela della persona, la regolamentazione, libertà e censura nella Rete.

Si entra poi negli aspetti penali con i crimini informatici da quelli della vecchia generazione ai più recenti, con una parte tecnica su criptomonete e bitcoin forensics, ransomware, le modalità di “riscatto” per la decryption richiesta dai delinquenti per “sbloccare” le macchine infettate, i big data e i cosiddetti “captatori informatici”.

Sotto il profilo legato alla comunicazione e media vengono trattati il fenomeno del terrorismo, le perquisizioni informatiche, la comunicazione in Rete, il commercio elettronico, la contrattazione informatica, telematica e virtuale e il controllo internazionale ed europeo sull’esportazione di software per intrusioni, scenario di estrema attualità che getta un ponte oltre i confini nazionali.

Chiudono l’opera i capitoli in materia di privacy e tutela dei dati personali, il diritto all’oblio, i giochi on line, il telelavoro, la Pubblica Amministrazione Digitale e il documento informatico e le firme elettroniche.

Il volume sarà disponibile da metà luglio e si potrà acquistare direttamente sul sito dell’editore o in libreria.

Gli autori del volume sono numerosi e tutti di altissimo livello, in ordine alfabetico hanno collaborato:

Giustino Valeriano Agostinone, classe 1985, è avvocato del Foro di Foggia, cultore della materia di Diritto amministrativo e Contabilità di stato e degli enti pubblici presso il Dipartimento di Giurisprudenza di Foggia. Collabora con la cattedra di diritto presso il Dipartimento di Scienze Motorie dell’Università degli studi di Foggia. Giurista, specializzato in professioni legali e notarili (S.S.P.L.) e componente del comitato Scientifico della rivista giuridica bimestrale Ratio Legis, collabora con numerose riviste giuridiche ed è Autoredi saggi giuridici.

Angela Allegria, avvocato e pubblicista, dopo la maturità classica si è iscritta presso l’Università degli Studi di Catania dove si è laureata prima in Scienze Giuridichee poi in Giurisprudenza. Ha conseguito i master in mediazione familiare, diritto bancario e finanziario, criminologia, sicurezza e intelligence e partecipato a corsi di specializzazione in mediazione civile e amministrazione di sostegno. È direttore della rivista Nuove Frontiere del Diritto. Collabora con diverse testate nazionali e riviste giuridiche.

Valentina Aragona, avvocato, si è laureata con lode in giurisprudenza presso l’Università della Calabria, discutendo una tesi in diritto penale dal titolo “La disciplina penale sui rifiuti. Dalle questioni di effettività alla lotta all’ecomafia”, pubblicata per il particolare merito. Nella stessa università ha subito intrapreso l’attività di ricerca, divenendo cultrice della materia e collaboratrice volontaria presso la cattedra di diritto penale. Nel 2016 ha conseguito un Master/L.L.M. in law and government of european union presso la Luiss Guido Carli.

Barbara Carrara, avvocato del Foro di Roma, patrocinante in Cassazione, si occupa prevalentemente di diritto penale. Collabora con la Rivista Nuove Frontiere del Diritto ed ha partecipato come relatore a diversi convegni nell’ambito dei diritti delle nuove tecnologie.

Livia Cherubino, avvocato, è nata a Pompei il 18.10.1988 ed è iscritta all’Albo a far data dal 13.01.2016. Ha iniziato la sua attività a Firenze collaborando con uno Studio di diritto amministrativo, specializzandosi nell’ambito del pubblico impiego non contrattualizzato e delle Forze Armate e di Polizia. Attualmente, vive e lavora a Milano dove collabora per uno Studio legale che si occupa esclusivamente di diritto del lavoro, in particolare, della risoluzione di problematiche aziendali di diritto del lavoro e della previdenza sociale, svolgendo sia attività di consulenza stragiudiziale che di assistenza giudiziale su tutto il territorio nazionale.

Filomena Agnese Chionna, esperta nel settore giuridico, ha conseguito la laurea magistrale in giurisprudenza, e s ha partecipato alla scuola di specializzazione per le professioni legali e a Corsi di alta formazione giuridica.Ha assunto l’incarico di giurista esperto esterno presso un istituto comprensivo. Ha svolto la formazione teorico pratica presso gli uffici giudiziari. Collabora con la rivista giuridica Nuove Frontiere del Diritto.
Mariarosaria Coppola, nata a Napoli nel 1985 consegue nel 2012 la laurea magistrale in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli con votazione 110/110 e lode. Nel 2014 ottiene il diploma di specializzazione nelle professioni legali. Prima nel 2014 presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche e poi nel 2015 e nel 20156 presso il Dipartimento di Economia Management e Istituzioni dell’Università Federico II di Napoli svolge attività di docenza in qualità di Professore a contratto in Istituzioni di Diritto pubblico, materia in cui viene nominata cultore della materia.

Luca D’Amico, avvocato, laureato in giurisprudenza con la votazione di 110/110 magnacum laude e tesi in Diritto Amministrativo.Diplomato presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università di Catanzaro. LL.M in Law and Government of the European Union, conseguito alla School of Government della LUISS Guido Carli in Roma, con tesi in materia di “EU Administrative Law”. Ha svolto la pratica forense presso l’Avvocatura dello Stato. Ha perfezionato le conoscenze nell’ambito del diritto civile, penale ed amministrativo, anche frequentando un corso biennale per la preparazione al concorso per Magistrato ordinario.

Marino D’Amore, laureato in Scienze della Comunicazione e Scienze Politiche, è Professore Ph.d. in Criminologia presso laL.U.de.S. H.E.I Foundation di Lugano-Malta. Si occupa di criminologia, comunicazione e mass media. È giornalista pubblicista, vicedirettore della rivista di geopolitica internazionale AtlasOrbis, caporedattore della rivista criminologica Nous: giustizia sociale e democrazia e collabora con Nuove Frontiere del Diritto.

Paolo Dal Checco, dottore di Ricerca in Informatica ha fondato insieme al Dott. Dezzani il Digital Forensics Bureau di Torino, Professore a Contratto del corso di Sicurezza Informatica per l’Università degli Studi di Torino, nel C.d.L. in Scienze Strategiche, socio IISFA, CLUSIT, AIP e Tech& Law è tra i fondatori dell’Osservatori Nazionale per l’Informatica Forense ONIF e dell’Associazione senza fini di lucro DEFT, che sviluppa gratuitamente la piattaforma DEFT Linux e DART per acquisizioni e analisi forensi. Specializzato in computer, mobile e network forensics, estende la sua attività anche su attività di OSINT, audio e video forensics.

Giuliana Degl’Innocenti, nata a Pisa il 16 febbraio 1975 esercita la professione di avvocato ed insegnante di diritto presso il Centro studi Aforisma. Collabora dal 2015 con la rivista giuridica telematica Nuove Frontiere del Diritto. Nel 2014 è uscito il suo romanzo di esordio, Il Percorso ed. Galassia Arte e nel 2016 Il tempo della caramella ed. L’Erudita.

Domenico Di Leo, avvocato del foro di Trani, si occupa di diritto civile e diritto penale. È cultore di Criminologia generale, penitenziaria e minorile presso il Dipartimento di Bioetica dell’Ateneo di Bari, ha conseguito il titolo di Conciliatore accreditato presso il Ministero della Giustizia, in data 30/06/2011. Collabora con diversi siti giuridici ed è membro del comitato scientifico di Nuove Frontiere del Diritto.

Michelangelo Di Stefano, laureato in giurisprudenza, scienze delle pubbliche amministrazioni e comunicazione internazionale, è un appartenente alla Polizia di Stato con esperienza trentennale presso i Ministeri della Difesa, Tesoro ed Interno. Criminologo, si interessa di tecniche investigative e forensi avanzate. Collabora con più università, riviste giuridiche ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche, articoli giuridici e di intelligence.

Aurora Di Mattea, avvocato del foro di Catania, ha conseguito Master in Diritto Minori e Famiglia e diploma di specializzazione in professioni legali presso l’Università di Catania, rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Collabora con la rivista Nuove Frontiere del Diritto.

Alberto Eramo, patrocinante dinanzi alle Magistrature Superiori, esperto in diritto amministrativo.

Federica Federici, romana, 47 anni. Laureata in Scienze Politiche, Indirizzo internazionale e in Giurisprudenza presso La Sapienza di Roma. Ha conseguito un Master in Contract Management, in Neuroscienze PGSF – Psicologia giuridica e scienze forensi e in Project Management. È avvocato presso il Foro di Roma e ha svolto la pratica notarile. Appassionata di ricerca e di studio in campo giuridico, cultore universitario di materie giuridiche e politologiche. Per circa 15 anni ha lavorato in aziende come Manager in varie aree (Commerciale, Acquisti & Logistica, Gare & Legale, Project Management) e come Legal manager nel Contract Management, Sicurezza sul Lavoro, Appalti, Subappalti e Fidejussioni. Parla 5 lingue e si è formata per lunghi anni all’estero (Stati Uniti, UK, Germania, Francia, Olanda, Spagna, Portogallo e Irlanda). Collabora con varie riviste di settore ed è autrice e coautrice di libri giuridici e concorsuali. È difensore di ufficio presso tutte le magistrature ordinarie e militari, incluse quelle dei minori. È curatore processuale dei minori nei procedimenti civili. È custode giudiziario presso il Tribunale di Roma. È commissario liquidatore presso il MISE. È responsabile della Comunicazione della Rivista Diritto e Scienza. È membro di varie Associazioni e Camera Penale. A parte del direttivo di Azione Legale. Consulente legale per varie Pubbliche Amministrazioni. Iscritta all’albo docenti dell’ISSP (Istituto Superiore di Studi Penitenziari – Ministero Grazia e Giustizia). Docente a contratto presso la LUISS Guido Carli di Roma cattedre di diritto amministrativo, diritto penale, diritto commerciale e diritto privato. Docente in diritto amministrativo alla SSPL LUISS Guido Carli. Docente e correttore atti per Altalex. Organizzatrice, relatrice e moderatrice di numerosi convegni giuridici su tutto il territorio nazionale. Ha fondato ed è Presidente di Nuove Frontiere del Diritto.

Valentina Filippini, laurea in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano nel 2009, nel 2013 consegue il titolo di avvocato e di Dottore di Ricerca in Diritto Civile presso l’Ateneo milanese.Cultore della materia per le cattedre di Diritto Civile e Informatica Giuridica dell’Università statale di Milano e consulente legale aziendale di Consorzio Netcomm, è redattrice per diverse testate giuridiche, tra le quali Nuove Frontiere del Diritto, Altalex, SalvisIuribuse Ratio Famiglia.

Rossana Fornicola, classe 1990, praticante presso lo Studio legale Federici sito in Roma, viale delle milizie n.140, iscritta all’albo degli avvocati di Paola. Laureata in Giurisprudenza all’Università la Sapienza di Roma nel Dicembre 2014. Ho sostenuto l’esame da Avvocato nel Dicembre 2016.

Paolo Galdieri, avvocato, docente di Informatica Giuridica presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Luiss – Guido Carli, coordinatore didattico del Master in “Diritto dell’Informatica” presso l’Università degli Studi, La Sapienza di Roma. Autore di più di cinquanta pubblicazioni in materia di Informatica giuridica e Diritto Penale dell’informatica, segretario generale dell’Andig.

Barbara Maria Grana, avvocato, è nata a Roma. Dopo la maturità classica, si è laureata in giurisprudenza presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma, discutendo una tesi in diritto amministrativo. Ha frequentato il corso di aggiornamento professionale per i difensori di ufficio e dei minorenni, conseguendone l’abilitazione e ha conseguito il diploma di Master di II livello in International Business Law presso la facoltà di Economia dell’Università La Sapienza di Roma. Assistente volontario presso la cattedra di Comparazione giuridica e Diritto dell’Unione Europea presso la facoltà di Scienze Politiche Roma 3. Autrice di articoli, e saggi su riviste giuridiche.

Giulio La Barbiera, nato a Napoli in data 02 Marzo 1981, attualmente Abogado presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Cruz De la Palma (Spagna) dal 14-01-2015 ed Avvocato Stabilito presso il COA di Santa Maria Capua Vetere dall’11 Settembre 2015.Scrive per Altalex, Nuove Frontiere del Diritto ewww.concorsoinmagistratura.it.

Catia Maietta, laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha conseguito, sempre presso la medesima Università, la specializzazione in Diritto e Procedura Penale. Dottore di ricerca in Sistema Penale e Processo, abilitata all’esercizio della professionale legale, collabora con alcune riviste giuridiche ed è autrice di varie pubblicazioni.

Stefano Mele, è ‘of Counsel’ di Carnelutti Studio Legale Associato dove è il Responsabile del Dipartimento di Diritto delle Tecnologie, Privacy, Sicurezza Cibernetica e Intelligence. Dottore di ricerca presso l’Università degli Studi di Foggia, collabora presso le cattedre di Informatica Giuridica e Informatica Giuridica Avanzata della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano. E’ Presidente del “Gruppo di lavoro sulla cyber-security” della Camera di Commercio americana in Italia (AMCHAM) ed è socio fondatore e Presidente dell’Associazione CyberPARCO. Nel 2014, la NATO lo ha inserito nella lista dei suoi Key Opinion Leaders for Cyberspace Security. Nel 2014, la rivista americana Forbes lo ha inserito tra i 20 migliori Cyber Policy Experts al mondo da seguire in Rete.

Paolo Piccinini è nato a Catanzaro nel 1977, dopo il conseguimento della Laurea Specialistica in Giurisprudenza e l’abilitazione alla professione forense, è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Catanzaro; ha altresì conseguito l’abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro. Esercita la professione di Avvocato nel settore penale, tributario, civile e lavoro. Fa parte della Camere Penale Distrettuale “A. Càntafora” di Catanzaro, della Camera Penale Minorile Distrettuale, ricopre l’incarico di segretario dell’Associazione Forense “Diritto di Difesa” di Catanzaro.

Valeria Rinaldi, penalista del Foro di Trani,è avvocato e consulente legale presso il Centro Antistalking ed Antiviolenza di genere “SAVE” della sua città e segretario nonché componente del comitato giuridico dell’Ass. R.E.S.S. dell’Università degli Studi di Bari. Collabora con varie riviste di settore fra le quali Diritto e Processo, Il diritto per i concorsi, Nuove Frontiere del Diritto.

Fabio Squillaci, avvocato, specializzato in Professioni Legali e legislazione alimentare è stato allievo del Corso Galli in Napoli. Ha svolto con profitto lo stage ex art. 73 D.L. 69/13 presso il Tribunale di Cosenza. Ha collaborato con attività di ricerca sulle interazioni tra diritto e altre scienze. Autore di varie pubblicazioni giuridiche ha di recente pubblicato per Key Editore la monografia Il diritto storto.

Agata Luciana Tomasello, avvocato, laureata col massimo dei voti in giurisprudenza e scienze politiche indirizzo Scienze delle Pubbliche Amministrazioni, ha conseguito il diploma di Scuola di specializzazione legali, ha frequentato i migliori corsi di alta formazione e superato il concorso pubblico per titoli ed esami a 30 posti per l’accesso alla qualifica iniziale della carriera prefettizia indetto con D.M. 10 ottobre 2012.