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FTK Imager 8.3.0.27: download e aggiornamento sicurezza

FTK Imager, nella versione 8.3.0.27, è stato appena reso disponibile per il download gratuito sul sito Exterro, che ormai da qualche anno ha ereditato il software da Accessdata continuandone lo sviluppo, riportiamo quindi qui di seguito il link di download, le informazioni strategiche sulle patch applicate e le differenze con le precedenti versioni di FTK Imager.

FTK Imager Free Download Link

FTK Imager, il “coltellino svizzero” dell’informatica forense

Definito il “coltellino svizzero” della digital forensics, utilizzato da quasi 20 anni dagli informatici forensi di tutto il mondo, FTK Imager permette di creare copie forensi di dischi, supporti rimovibili e volumi logici, visualizzarne il contenuto prima dell’acquisizione, esportare file e cartelle e calcolare gli hash necessari per verificarne l’integrità.

La versione 8.3 non introduce particolari novità funzionali, ma le release notes contengono una correzione piuttosto interessante dal punto di vista della sicurezza.

Vulnerabilità di sicurezza su XML e UFDR sanata

Exterro dichiara nelle Release Notes di aver risolto la vulnerabilità FCR-72008, attraverso la quale l’elaborazione di XML malevoli contenuti in file Cellebrite UFED UFDR poteva portare alla esfiltrazione di file, presumibilmente dalla macchina sulla quale veniva eseguito FTK Imager.

Il testo esatto, che ritrovate al punto 1 delle Release Notes, è “Resolved a vulnerability where execution of malicious UFDR XMLs could lead to file exfiltration. (FCR-72008)“.

FTK Imager Free 8.3.0.27 - Resolved Issues

Gli UFDR (UFED Report) sono file comunemente utilizzati nell’ecosistema di mobile forensics Cellebrite per contenere e trasferire in una sorta di rapporto utilizzabile da chiunque (anche chi non possiede il software Cellebrite licenziato) il prodotto delle acquisizioni di dispositivi mobili e possono includere un file dal nome “report.xml” utilizzato per descrivere e organizzare i dati presenti nel report.

Exterro non fornisce ulteriori dettagli tecnici sulla vulnerabilità: non specifica quali versioni precedenti siano coinvolte, quali file potessero essere letti o con quali modalità potesse avvenire l’esfiltrazione ma cita solo, nelle relesase notes associate a questa versione di FTK Imager, che hanno “resolved a vulnerability where execution of malicious UFDR XMLs could lead to file exfiltration. (FCR-72008)“.

Il termine utilizzato da Exterro – file exfiltration – merita infine particolare attenzione: una workstation forense può contenere contemporaneamente dati provenienti da procedimenti differenti, copie forensi, esportazioni e portable case, report forensi, documentazione riservata e informazioni relative ad altri incarichi. Consideriamo poi che, per il tipo di attività svolto dagli informatici forensi, gli strumenti in ambito digital forensics vengono frequentemente utilizzati con privilegi elevati.

Questo non significa che FCR-72008 consentisse necessariamente di accedere a tutti questi dati: le informazioni pubblicate da Exterro non permettono di stabilire quali file fossero accessibili né quali fossero i limiti della vulnerabilità, ma il problema e il termine “malicious UFDR XMLs” insieme a “file exfiltration” evidenzia perfettamente perché una workstation forense debba essere considerata un ambiente nel quale vengono continuamente elaborati input potenzialmente ostili e quindi mantenuta offline, protetta, separata o comunque con controlli di sicurezza più stringenti di altri sistemi di lavoro.

La descrizione fornita da Exterro però fa pensare a una possibile vulnerabilità legata al parsing XML, ad esempio della famiglia XXE (XML External Entity), attraverso la quale un XML opportunamente costruito può in determinate condizioni provocare l’accesso a file locali e persino la loro trasmissione verso sistemi remoti: non ci sono però elementi sufficienti per affermare che FCR-72008 fosse effettivamente una XXE, quindi per ora rimane soltanto un’ipotesi tecnica.

La vulnerabilità evidenziata è però interessante soprattutto perché ricorda un aspetto a volte sottovalutato nell’informatica forense: i dati che analizziamo non sono necessariamente passivi e non è la prima volta che questo tipo di vulnerabilità viene messa in risalto. Siamo abituati a utilizzare write blocker, copie forensi e hash per evitare di modificare il reperto, ma dobbiamo considerare anche il problema opposto: proteggere la workstation forense dal materiale che stiamo analizzando. Un’immagine forense, un archivio, un documento o, come in questo caso, un XML possono essere costruiti appositamente per sfruttare una vulnerabilità del software utilizzato per elaborarli.

Il caso degli UFDR è ancora più interessante perché si tratta di file che possono essere ricevuti da clienti, colleghi, controparti o altri laboratori e che l’informatico forense apre normalmente proprio per svolgere il proprio lavoro ma chi li riceve non necessariamente è abituato agli aspetti di sicurezza.

Da qui l’importanza non soltanto di mantenere aggiornati gli strumenti forensi, ma anche di limitare e controllare le connessioni in uscita dalle workstation di analisi, separare quando opportuno gli ambienti di lavoro e trattare qualunque evidenza ricevuta da terzi come input potenzialmente non fidato.

Certamente è bizzarro che un software di generazione copie forensi di memorie di massa o RAM e apertura delle stesse, come è FTK Imager, sia soggetto a questo tipo di bug, ipotizziamo però che possa essere legato alla versione più “grande” e “completa” del software, quella a pagamento chiamata “FTK Imager Pro”, che invece è dotata di funzionalità di mobile forensics che magari sono state comunque inserite in maniera embrionale anche nel “fratellino” FTK Imager Free.

FTK Imager Free Vs FTK Imager Pro

Avendo tirato in ballo la versione commerciale di FTK Imager, può avere senso ribadire quali sono le differenze con la versione gratuita, con la quale ora pare che condivida anche il sistema di gestione delle licenze CodeMeter, come avremo modo di osservare più avanti quando parleremo della versione FTK Imager Portable o FTK Imager Lite.

Accanto al tradizionale FTK Imager gratuito, Exterro propone ora anche FTK Imager Pro, versione a pagamento che mantiene le normali funzioni di imaging, preview, esportazione, hashing e montaggio delle immagini forensi, aggiungendo però alcune possibilità interessanti soprattutto per attività di triage e acquisizione sul campo. La differenza principale è che la versione Pro permette di effettuare acquisizioni Advanced Logical da dispositivi iOS, rilevare la presenza di cifratura e accedere ai dati cifrati quando sono disponibili le credenziali o le chiavi necessarie. In particolare, Exterro indica la possibilità di riconoscere oltre dieci sistemi di cifratura e, nel caso di BitLocker, di visualizzare o acquisire direttamente i dati decifrati dal dispositivo senza dover prima creare una copia cifrata completa.

FTK Imager Free Vs FTK Imager Pro

Un’altra differenza interessante riguarda il modo di lavorare: mentre FTK Imager Free rimane essenzialmente uno strumento gratuito per acquisire, verificare e visualizzare evidenze digitali, la versione Pro punta maggiormente sul triage, permettendo di esaminare rapidamente il contenuto del dispositivo e procedere poi con un’acquisizione mirata soltanto dei file, delle cartelle o degli artefatti ritenuti rilevanti. L’obiettivo è evitare, quando non necessario, l’acquisizione completa di grandi quantità di dati, riducendo tempi, spazio occupato e successive attività di processing. Exterro propone quindi FTK Imager Pro non tanto come sostituto del classico Imager, quanto come sua estensione verso workflow di acquisizione più selettivi, gestione della cifratura e prime attività sul mondo mobile. Al momento la licenza viene proposta a 499 dollari l’anno per utente, mentre FTK Imager continua a essere utilizzabile gratuitamente e senza licenza.

Le altre correzioni e novità della release 8.3.0.27

A parte i fix sulla gestione dei report UFDR di Cellebrite, FTK Imager 8.3.0.27 corregge anche un problema nella gestione delle password VeraCrypt/TrueCrypt: inserendo una password errata, la precedente versione poteva accettarla senza mostrare il relativo errore.

È stato inoltre aggiornato il vecchio driver “ad_driver.sys”, eliminando dall’installer la versione precedente: è sempre strategico, in informatica forense, utilizzare driver e software aggiornati, quindi ben venga che ogni tanto i produttori pubblichino update.

Come le versioni 8.x.x.x di FTK Imager, anche questa ha una caratteristica che la serie 4.x.x.x non aveva: il software di licensing CodeMeter, di cui viene richiesta l’installazione durante l’installazione di FTK Imager: senza installare CodeMeter o cliccando su CANCEL alla richiesta, il processo d’installazione s’interrompe.

FTK Imager Free richiede installazione del servizio di licensing CodeMeter

Sono disponibili varie opzioni d’installazione del CodeMeter Runtime Kit v.8.20 in base alle preferenze dell’utente, ma non cambiano l’esito dell’installazione e utilizzo di FTK Imager Free.

FTK Imager Free - Codemeter License

Ci si potrà chiedere se la versione FTK Imager funziona comunque in maniera portable (o lite) nonostante la necessità del software di gestione licenze CodeMeter: vedremo che non è un problema, probabilmente Exterro lo richiede per la vicinanza con il software FTK Imager Pro ma abbiamo notato che disinstallando il software di licensing CodeMeter, una volta installato FTK Imager Free, questo continua comunque a funzionare.

Vale la pena aggiornare?

Le patch inserite in questa versione di FTK Imager non sono molte ma sono significative e importanti soprattutto per la sicurezza: per chi utilizza FTK Imager nelle attività di acquisizione e analisi forense, quindi, questa è una versione che vale la pena aggiornare.

Raccomandiamo di aggiornare non tanto per nuove funzionalità, quanto per rafforzare la propria sicurezza e in qualche modo rimarcare anche un buon promemoria operativo: dobbiamo certamente proteggere il reperto dall’analista (e lo facciamo con write blocker, hardware o software) ma anche l’analista e la sua infrastruttura dal reperto.

FTK Imager in versione 8.3 installabile su Windows può essere scaricato liberamente e senza registrazione da questo link dove si trova sia l’archivio zip con l’eseguibile sia il pdf con le release notes.

Il file archivio zip “FTK Imager 8.3.0.27.zip” contenente l’installatore di FTK Imager in versione 8.3.0.27 produce valore hash MD5 7535e5ff1db098741716d802183798a1, SHA1 8779f5c34877d9aa4af56de5d84906ecbf20eb20 e SHA256 0f717d0d91c94af94107775ae37c2e330cc2a2312a8eecc91a344c8010e82afe.

L’eseguibile “Exterro_FTK_Imager_(x64).exe” produce invece valore hash MD5 8eb09425e8d47406df1f88d335989d81, SHA1 f39f8d3012efa31b033c78eadbd9b953685d26e9 e SHA256 1ec9500126b9b33e79e8178ffa12104377f2b77ddc8fca69d8fa1068d8e360d8.

Consigliamo sempre di verificare che il download di FTK Imager avvenga dal sito ufficiale, dato che il suo utilizzo in informatica forense è strategico ma anche delicato per via dei danni che potrebbe fare un software malevolo o difettoso.

I link di download di FTK Imager talvolta variano e non sempre sono indicizzati correttamente, perciò consiglio di tentare anche con questo link secondario di download di FTK Imager (che però richiede registrazione) o nel dubbio verificare la presenza della pagina di download del software FTK Imager dalla sezione del sito Exterro FTK Downloads Library.

FTK Imager Portable

Ricordo che il software FTK Imager è installabile su Windows ma è possibile anche crearne una copia portatile (un tempo veniva chiamata “FTK Imager Lite) che non richiede installazione ma può essere utilizzata direttamente su PC lanciandone l’eseguibile, ad esempio per attività di triage o incident response o ancora per procedere a copia forense “a caldo” di un PC con il sistema operativo Windows avviato.

Spesso si procede copiando la versione “FTK Imager Portable” (generata autonomamente secondo le istruzioni che troverete più avanti) su di una pendrive, così da poterla poi utilizzare su qualunque PC senza necessità d’installazione.

FTK Imager Portable - FTK Imager Lite

Quando installerete FTK Imager su di un PC con Windows, troverete le librerie DLL necessarie per la sua esecuzione all’interno della cartella “C:\Program Files\AccessData”: tali librerie sono sufficienti per eseguire il tool FTK Imager in modalità portable anche su altri PC senza installarlo, ma avviandolo direttamente da una pendrive o da una risorsa di rete.

Per poter estrarre la versione FTK Portable, è sufficiente copiare tutta la cartella d’installazione, volendo la si può anche comprimere così da poterla più agevolmente portare sul campo, così da evitare di sporcare il sistema con una nuova installazione.

Spyhunting su smartphone all’IISFA FORUM 2025 di Roma

Venerdì 12 dicembre 2025 si terrà, a Roma, presso il Centro Congressi Frentani Srl – in Via dei Frentani, 4, a pochi passi dalla Stazione Termini di Roma – il seminario “IISFA FORUM 2025 – Cybercrime, Artificial Intelligence & Digital Forensics” durante il quale si succederanno interventi su Cybercrime, Artificial Intelligence & Digital Forensics tenuti da esperti della materia.

La conferenza “IISFA Forum 2025 – Cybercrime, Artificial Intelligence e Digital Forensics”, organizzata dall’associazione IISFA, riunisce le principali istituzioni italiane impegnate nella sicurezza cibernetica per analizzare l’evoluzione delle minacce digitali e il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nelle attività investigative.

La mattinata è dedicata ai trend nazionali sui cyber attacchi, alle nuove forme di cybercrime e all’impatto delle tecnologie emergenti sulle indagini, grazie agli interventi di rappresentanti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, della Polizia Postale, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e di esperti del settore legale e forense. Due tavole rotonde approfondiscono i temi etici legati all’IA e la relazione tra criminalità informatica, social media e comunicazione giornalistica.

Nel pomeriggio, la conferenza entra nel vivo delle attività tecniche, con interventi dedicati allo spyhunting su dispositivi mobili, alle investigazioni digitali in ambito aziendale, ai nuovi reati informatici legati alla cybersecurity e all’IA, fino alle sfide della post-quantum security e all’evoluzione dei ransomware.

La giornata si conclude con un coinvolgente cyber forensics game, una simulazione pratica su un caso reale di analisi forense, che permette al pubblico di confrontarsi direttamente con metodologie e tecniche operative utilizzate nei moderni scenari investigativi.

Spyhunting su smartphone: tecniche, strumenti e metodologie di rilevamento dei software spia

Avrò l’occasione di essere tra i relatori, nel pomeriggio, con un intervento intitolato “Spyhunting sui sistemi cellulari: lo stato dell’arte”, durante il quale parlerò delle tecnologie attualmente utilizzate per verificare la presenza di malware, captatori, spy software, trojan sugli smartphone iOS e Android.

Spyhunting su Smartphone a IISFA Forum 2025

In questi ultimi mesi sono emersi diversi casi di smartphone intercettati tramite software spia – o captatori – che hanno alzato la soglia di attenzione e la necessità di poter disporre di metodologie e strumenti per capire se un telefono è sotto controllo tramite spysoftware.

Durante il talk avrò l’occasione di presentare lo stato dell’arte nelle tecniche e strumenti di spyhunting, cioè di ricerca di software spia, captatori, trojan e malware finalizzati a intercettare le comunicazioni delle vittime, captare foto, video, messaggi Whatsapp, Signal, Telegram o iMessage.

Vedremo infatti in breve le principali tecniche di individuazione di software spia e attività malevole sui sistemi cellulari, le differenze tra le varie modalità di copia forense (logical, advanced logical, Full File System o FFS, physical) nelle possibilità di rilevamento dei malware, gli strumenti di analisi forense utilizzati oggi per l’attività di spyhunting su smartphone, gli strumenti di estrazione dati, analisi e malware detection come Mobile Verification Toolkit (MVT), Android Quick Forensics, parser per Sysdiagnose, le potenzialità della intelligenza artificiale nel rilevamento di malware e spy software; l’utilizzo dei log e dei dump (sysdiagnose, unified logs, shutdown.log, event log, crash log, bug report, logcat, tombstone, ANR, etc…) per rinvenire tracce delle infezioni da malware sui disposivi, l’analisi del traffico di rete come strumento di rilevamento di attività malevola di spy software su smartphone e alcuni casi d’uso e scenari investigativi in cui l’analisi forense mobile è centrale per la ricostruzione dei fatti.

La giornata sarà ricca d’interventi di altissimo rilievo, con relatori istituzionali, militari, con il seguente programma.

Programma della conferenza IISFA Forum 2025 a Roma

Seminario IISFA Forum 2025 a Roma - Cybercrime, Artificial Intelligence e Digital Forensics

Il programma della giornata si snoda in una mattinata con saluti d’indirizzo e due tavole rotonde, mentre il pomeriggio si snoderà tra interventi focalizzati su specifici argomenti d’informatica forense, tutela aziendale, OSINT, reati informatici, intelligenza artificiale, post quantum security ed analisi forense con il cyberforensics game conclusivo.

Ore 9:30 – Saluti di indirizzo

  • Gerardo Costabile – Presidente IISFA
  • Nunzia Ciardi – Vicedirettore Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
  • Amm. Gianluca Galasso – Direttore del Servizio Operazioni e gestione delle crisi cyber/CSIRT Italia – Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale
    Trend nazionale dei cyber attacchi: lo stato dell’arte in Italia
  • Ivano Gabrielli – Direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica
    Cybercrime e nuovi trend
  • Gen. Vincenzo Molinese – Comandante ROS Carabinieri
    Intelligenza Artificiale e attività investigative
  • Gen. Antonio Mancazzo – Comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza
    Cybercrime e follow the money: evoluzione e nuovi scenari
  • Stefano Mele – Partner, Head of Cybersecurity & Space Law Department, Gianni & Origoni
    Anatomia di un attacco ransomware: ricatti, psicologia e cryptoasset in attesa di una strategia italiana

Tavola rotonda
Intelligenza artificiale, etica e informatica forense

Partecipano:

  • Eugenio Albamonte (Direzione Nazionale Antimafia)
  • Giuseppe Corasaniti (Professore ordinario UniMercatorum)
  • Paolo Galdieri (Avvocato)
  • Mattia Epifani (Presidente ONIF)
  • Marco Calonzi (Direttivo IISFA)
  • Gianluca Boccacci (Presidente Cyber Actors)

Tavola rotonda
Cybercrime, social media e comunicazione giornalistica tra forma e sostanza

Partecipano:

  • Domenico Colotta (Assocomunicatori)
  • Arturo di Corinto (Giornalista professionista, Agenzia Cybersicurezza Nazionale)
  • Luigi Garofalo (Direttore responsabile Cybersecurity Italia)
  • Roland Kapidani (Red Hot Cyber)

Ore 13:30 – Pausa pranzo


Ore 14:30 – Sessione pomeridiana

  • Paolo Dal CheccoConsulente Informatico forense
    Spyhunting sui sistemi cellulari: lo stato dell’arte
  • Michela Carloni Gammon, Direttore Everbridge – Veronica Vacchi, Dinova
    Tutela aziendale, media investigation e open source intelligence
  • Stefano Aterno (Studio E-lex)
    I nuovi reati informatici nella cybersecurity e nell’intelligenza artificiale
  • Prof. Aniello Castiglione – Università di Salerno
    Post quantum security, evoluzione dei ransomware e complessità investigative
  • Cosimo de Pinto (Direttivo IISFA) & Salvatore Filograno (Direttivo IISFA)
    Cyber forensics game: simulazione con l’intervento del pubblico su un caso reale di analisi forense

Iscrizioni al seminario IISFA Forum 2025 a Roma

L’evento IISFA Forum 2025 a Roma è gratuito e aperto a tutti, non soltanto ai soci IISFA: per partecipare è sufficiente registrarsi online su Eventbrite e presentarsi venerdì 12 dicembre 2025 presso il Centro Congressi Frentani Srl alle ore 9:30 per l’inizio dei lavori.

I posti sono limitati ma vi sono ancora alcune disponibilità, raccomandiamo di affrettarvi con la registrazione e di cancellare l’adesione in caso d’impossibilità di partecipare all’evento IISFA a Roma.

Locandina dell’evento IISFA Forum 2025 a Roma

La locandina in PDF dell’evento IISFA Forum 2025 a Roma è disponibile qui di seguito, visionabile online o scaricabile direttamente sul proprio PC o Smartphone.

Workshop su Web Forensics e Indagini Digitali per MSAB a Roma

Come si acquisisce in maniera forense una pagina web? Come si cristallizza un post Instagram o un commento ricevuto su Facebook per fini giudiziari? Se stampo una mail in PDF ha valore legale come prova digitale in Tribunale?

Queste e altre domande troveranno risposta nel talk sulla Web Forensics che terrò insieme al collega Andrea Lazzarotto giovedì 6 novembre 2025 a Roma nell’ambito del workshop organizzato da MSAB intotolato “Nuovi Orizzonti per le Indagini Digitali Forensi: Sfide e Soluzioni”.

Seminario MSAB a Roma - Nuovi Orizzonti per le Indagini Digitali Forensi

Relatori evento MSAB a Roma

L’evento, organizzato in collaboration con Nuix, SANS Institute and eTrace Digital Security, si terrà in presenza presso l’UNA HOTELS Hotel Empire dalle 8:30 alle 18:30 e prevede talk di altissimo livello su argomenti d’informatica forense e mobile forensics con l’intervento dei seguenti professionisti:

  • Mattia Epifani, CEO di Reality Net, consulente informatico forense, esperto in attività di Digital Mobile Forensics, docente certificato SANS, docente universitario, autore e divulgatore, con l’intervento: “Not So Private Browsing!”
  • Paolo Dal Checco, Consulente informatico forense, esperto in attività di Digital Mobile Forensics, analisi di OSINT, malware e criptovalute, docente universitario, autore e divulgatore, insieme a
  • Andrea Lazzarotto, Consulente informatico forense, esperto in attività di Digital Mobile Forensics, ricercatore, sviluppatore, con l’intervento: “Web Forensics: Le Nuove frontiere delle Prove Digitali”
  • Roberto Murenec, Maresciallo in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pordenone, autore, divulgatore e esperto di Digital Forensics e relativa regolamentazione legislativa, insieme a
  • Pier-Luca Toselli, Luogotenente Carica Speciale in forza al Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, esperto di Digital Forensics e relativa regolamentazione legislativa, con l’intervento: “Perquisizione e Sequestro del Dispositivo “Mobile” Tra Rispetto delle Regole Processuali e delle Garanzie di Parte”
  • I responsabili di E-Trace, rivenditore esclusivo MSAB per il territorio italiano.
  • Manlio Longinotti, Responsabile Italia SANS, con l’intervento: “SANS DFIR Trainings: La Formazione Oltre l’Aggiornamento”
  • Dario Beniamini, GCFA, GCFE, GOSI, CFIP, CIFI, Esperto in proprietà intellettuale e tutela dei marchi, DFIR, NUIX Senior Consultant, docente certificato SANS, con l’intervento: “Rethinking Digital Investigations: Beyond Keyword Searches”
  • Ghennadii KONEV, con l’intervento: “Non Solo FFS, Estrazioni Fisiche BFU con XRY”
  • Giovanni Maria Castoldi, MSAB North Mediterranean Area Sales Manager.
Workshop sulle indagini digitali forensi per MSAB a Roma - Novembre 2025

Workshop sulla Web Forensics e le Indagini Digitali

Nel mio intervento, insieme ad Andrea Lazzarotto, parleremo di un tema sempre più centrale nelle indagini digitali: la Web Forensics, ovvero l’insieme di tecniche e metodologie per acquisire, preservare e analizzare prove provenienti dal web come siti web, pagine web, servizi online, piattaforme cloud, API, social network e applicazioni mobili.

Spesso le indagini digitali si concentrano su dispositivi fisici, ma oggi una parte sempre più significativa delle evidenze si trova “fuori” dal computer, nel cloud o su piattaforme web in continua evoluzione. Da qui nasce la necessità della webforensics, cioè quella di rendere l’acquisizione forense di risorse web affidabile, ripetibile e non disconoscibile, al pari di quella tradizionale.

Web Forensics - Paolo Dal Checco e Andrea Lazzarotto - Roma 2025

Durante il talk sulla Web-Forensics mostreremo come costruire una macchina virtuale forense per l’acquisizione di pagine e contenuti web, documentando ogni passaggio (traffico di rete, video, log, certificati, riferimenti temporali, ecc.), come cristallizzare l’ambiente e i risultati con tecniche di hashing, timestamping e marca temporale e come utilizzare strumenti open source specifici per l’acquisizione e la verifica, come FIT (Freezing Internet Tool) e Fuji, sviluppati per garantire integrità, catena di custodia e trasparenza nelle operazioni di copia e analisi.

Parleremo anche di acquisizioni di contenuti “complessi”, come flussi video o chiamate API, oltre che di come intercettare e documentare correttamente il traffico HTTPS o REST attraverso strumenti utilizzabili in ambito web forensics come mitmproxy.

Le slide dell’intervento sulla Web Forensics sono visionabili e scaricabili gratuitamente in download dalla sezione qui di seguito.

Infine, a latere – poiché non si tratta di webforensics pura – discuteremo delle nuove sfide legate all’acquisizione forense dei dispositivi Mac con chip Apple Silicon, che richiedono un cambio di paradigma simile a quello già affrontato nel mondo mobile.

L’obiettivo del workshop sulla Web Forensics è mostrare un metodo pratico e ripetibile per affrontare in modo rigoroso e documentato la cristallizzazione di prove digitali web, in linea con i principi della Legge 48/2008, della ISO/IEC 27037 e delle best practice internazionali.

Agenda dell’evento MSAB a Roma

L’evento che si terrà giovedì 6 novembre 2025 a Roma nell’ambito del workshop organizzato da MSAB intotolato “Nuovi Orizzonti per le Indagini Digitali Forensi: Sfide e Soluzioni” seguirà la seguente agenda dei lavori:

  • 8:45 Registrazione Partecipanti
  • 9:30 Introduzione
  • 9:45 Ghennadii Konev & Giovanni Maria Castoldi con l’intervento: “Non Solo FFS, Estrazioni Fisiche BFU con XRY
  • 10:30 Coffee Break
  • 10:45 Mattia Epifani con l’intervento: “„”Not So Private Browsing!
  • 11:45 Dario Beniamini con l’intervento: “Rethinking Digital Investigations: Beyond Keyword Searches
  • 12:30 Paolo Dal Checco & Andrea Lazzarotto con l’intervento: “Web Forensics: Le Nuove frontiere delle Prove Digitali
  • 13:15 Pranzo
  • 14:30 Manlio Longinotti con l’intervento: “SANS DFIR Trainings: La Formazione Oltre l’Aggiornamento
  • 15:00 Pier Luca Toselli & Roberto Murenec con l’intervento: “Perquisizione e Sequestro del Dispositivo Mobile“ Tra Rispetto delle Regole Processuali e delle Garanzie di Parte“
  • 15:45 Coffee Break
  • 16:00 Intervento E-Trace
  • 16:45 Q&A, Demo
  • 18:00 Termine

Con le Le Iene sulle tracce dell’hacker dell’autoscuola

Nel mese di ottobre 2025 sono andate in onda le tre puntate del servizio de Le Iene “Chi è l’hacker dell’autoscuola?” dove – come perito informatico per Le Iene – ho aiutato la iena Veronica Ruggeri a capire chi è l’hacker che per oltre un anno fa cyberstalking a due dipendenti di una scuola guida – Chiara e Andrea – accedendo ai sistemi e intercettando comunicazioni, inviando centinaia di messaggi giornalieri e monitorando in tempo reale le vittime.

Le Iene - Chi è l'hacker della scuola guida

Nei servizi andati in onda su Mediaset ho collaborato come consulente informatico forense per Le Iene supportando Veronica Ruggeri nella difficile analisi forense di un caso – un hacker che da un anno e mezzo tormenta i dipendenti di una scuola guida – dove la tecnologia è protagonista di una situazione paradossale.

Il caso dell’hacker dell’autoscuola trattato a Le Iene al quale ho avuto l’opportunità di collaborare come perito informatico ha destato notevole interesse perché contiene numerosi elementi tecnici tipici di situazioni nelle quali le vittime subiscono attacchi informatici che si concretizzano poi in diversi reati, tra i quali reati informatici come quelli di accesso abusivo (art. 615-ter, c.p.), danneggiamento di dati e programmi informatici (art. 635-bis, c.p.), intercettazione di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quater, c.p.), interferenze illecite nella vita privata (art. 615-bis, c.p.), installazione di apparecchiature atte a intercettare comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-quinquies, c.p.).

Paolo Dal Checco, Tecnico Informatico Forense per Le Iene

Nell’ambito dei tre servizi andati in onda nel mese di ottobre 2025 sono intervenuto – insieme a parte del team Forenser Srl composto per l’occasione da Matteo Vinci, Daniele Scanu e Marco Musumeci – In qualità di esperto informatico per Le Iene nella fase di ricognizione, intervista ai protagonisti, copia forense di smartphone e PC oltre che analisi forense di PC, smartphone, takeout, account e sistemi per poter arrivare a ricostruire la dinamica degli attacchi informatici subiti.

Durante la prima parte del servizio per Le Iene sull’hacker dell’autoscuola, Veronica Ruggeri fa emergere un quadro preoccupante nel quale i due protagonisti – Andrea e Chiara – illustrano oltre un anno di minacce, email anonime, telefonate, SMS, Whatsapp, messaggi su Instagram, accessi a mailbox, Facebook e social network, conti bancari, modem dell’autoscuola e tante altre superfici d’attacco violate dal misterioso attaccante.

Paolo Dal Checco e Veronica Ruggeri nel servizio per Le Iene sull'hacker dell'autoscuola

Dopo la prima ricognizione con le Iene abbiamo formulato diverse ipotesi operative e iniziato a lavorare sulle copie forensi di PC e smartphone prodotte tramite il software di mobile forensics Oxygen Forensics durante il primo accesso presso la scuola guida.

Copie forensi di smartphone e PC per Le Iene con il software Oxygen Forensics

Durante il secondo accesso sono emersi nuovi indizi, non soltanto informatici, tra i quali un principio d’incendio occorso nei locali dell’autoscuola e un approfondimento di Veronica Ruggeri sulle tempistiche di apertura della serranda dell’autoscuola, per capire come possa essere stata pilotata da remoto una tecnologia che è invece stata progettata per essere gestita soltanto dai telecomandi sincronizzati con la centralina.

Nel terzo servizio de Le Iene sull’hacker dell’autoscuola vengono invece presentati i risultati della perizia informatica svolta uno smarthpone tramite un misto di mobile forensics, network forensics, email forensics e più in generale digital forensics sui dispositivi forniti dalle vittime dello stalking, mostrando come numerose tracce dell’hacker sono state rinvenute in particolare su di uno smartphone.

Le Iene e l'hacker dell'autoscuola con la perizia informatica della società d'informatica forense Forenser Srl

Ricordiamo che in tutti i casi nei quali sono necessari accertamenti su dispositivi mobili o fissi (smartphone, notebook, PC, etc…) è importante rivolgersi a società che si occupano d’informatica forense come la Forenser Srl o lo Studio d’Informatica Forense per cristallizzare le evidenze digitali e produrre analisi tecniche che conducano a una perizia informatica forense.

Per chi avesse curiosità di visionare le tre puntate della serie dell’hacker dell’autoscuola, dove ho avuto l’opportunità di collaborare come perito informatico forense per Le Iene, sono disponibili ai seguenti link sul sito Mediaset:

Poiché il servizio per Le Iene sull’hacker della scuola guida ha sensibilizzato notevolmente il pubblico sulla protezione dei propri dati e dei propri dispositivi, ricordiamo che per difendersi da potenziali malware, virus, trojan o spy software, si possono seguire alcuni consigli, tra i quali ad esempio:

  • scegliere password non facili da indovinare, diverse tra loro e non condividerle;
  • aggiornare smartphone e tablet, incluse le App che non sempre si aggiornano automaticamente;
  • evitare di usare dispositivi troppo obsoleti che non possono essere aggiornati all’ultima versione di iOS o Android;
  • non installare App scaricate fuori dagli store ufficiali, come ad esempio APK che si trovano online o vengono riportati su siti web o SMS ricevuti;
  • non fidarsi di email, SMS, Whatsapp che suggeriscono di cliccare su link o installare App;
  • prestare attenzione alle notifiche di richiesta dei permessi per accedere ad audio, video, GPS, etc…
  • utilizzare un secondo fattore di autenticazione (es. Google Authenticator, SMS, Whatsapp, meglio ancora Yubikey o chiavetta U2F) ove possibile non sullo stesso dispositivo che s’intende proteggere;
  • evitare rooting o jailbreak;
  • attivare l’opzione di protezione avanzata per gli account Apple (Advanced Data Protection) e Google (Advanced Protection Program);
  • in caso di dubbi sulla potenziale compromissione del proprio dispositivo Apple, abilitare l’opzione “Lockdown” su iPhone
  • installare antivirus, antimalware, anche su dispositivi Android o Apple e non solo su PC.

Informatica Forense e NIS2 per Ordine Ingegneri di Milano

Martedì 21 ottobre ho avuto il piacere di partecipare come docente al Seminario in FAD sincrona dal titolo “Informatica Forense e NIS2, un connubio indissolubile ma sottovalutato” durante il quale ho presentato i punti di contatto tra la direttiva NIS2 e la digital forensics, mostrando come il testo di legge possa essere letto alla luce di uno scenario nel quale l’informatica forense possa essere di supporto sia per la fase di prevenzione sia per quella di gestione dell’incidente informatico.

NIS2, Informatica Forense e Digital Forensics

La giornata di corso sulla direttiva NIS2, organizzata dal FOIM – Fondazione Ordine Ingegneri della Provincia di Milano – con Responsabile Scientifico l’Ing. Luca Reggiani, ha visto tra i docenti stimati professionisti che hanno illustrato ai discenti questioni legate alla cybersecurity, informatica forense, strumenti pratici, analisi dei rischi, compliance e standard.

Programma del corso sulla NIS2 organizzato dal FOIM

  • 14.28 | Collegamento alla piattaforma
  • 14.30 | Presentazione del seminario
  • 14.35 | NIS 2: ermeneutica della complessità, un approccio organizzativo integrato alla cybersicurezza – Giuseppe SERAFINI – Avv.
  • 15.10 | Informatica Forense e NIS2, un connubio indissolubile ma sottovalutato – Paolo DAL CHECCO – Consulente Informatico Forense
  • 15.45 | Question time
  • 16.00 | Strumenti pratici per l’implementazione dei prerequisiti NIS-2, ISO27001, GDPR – Alberto BENZONI – Fast-Group
  • 16.35 | Kill Risk: analisi dei rischi rispetto ai controlli (da ISO 27001 a NIST CSF passando per la NIS2) – Gianluigi ANGOTTI – Cons.
  • 17.10 | Recepimento NIS2 e armonizzazione cybersecurity: compliance, standard internazionali e impatti organizzativi – Roberto RE – Cons.
  • 17.45 | Question time
  • 18.00 | Conclusioni e chiusura seminario

Docenti del corso sulla direttiva NIS2

  • Dott. Paolo Dal Checco, Consulente Informatico Forense
  • Ing. Gianluigi Angotti, CISO (Chief Information Security Officer)
  • Ing. Roberto Re, Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano
  • Avv. Giuseppe Serafini, Avvocato presso Studio Legale
  • Dott. Alberto Benzoni, Amministratore Delegato Eureka Srl

Il mio intervento su NIS2 e Informatica Forense

Il mio intervento nel corso sulla NIS2 è stato intitolato “Informatica Forense e NIS2: Un Connubio Indispensabile per la Sicurezza Sistemica” ed è stato dedicato all’importanza critica del legame tra Informatica Forense e la Direttiva NIS2, un binomio che, sebbene indissolubile, è ancora troppo sottovalutato.

In qualità di Consulente Informatico Forense e fondatore di Forenser Srl, forte di un’esperienza decennale sul campo e oltre 2.000 casi gestiti in ruoli tecnici e legali – esperienza maturata a partire dal mio Dottorato di Ricerca in Informatica focalizzato sulla sicurezza informatica e sulla crittografia – ho voluto sottolineare come la NIS2 imponga un radicale cambio di paradigma.

Non è più sufficiente limitarsi ad acquistare soluzioni tecnologiche; la normativa richiede infatti di dimostrare l’efficacia misurabile delle misure di sicurezza implementate, adottando un approccio multi-rischio che deve essere proporzionale al livello di rischio precedentemente valutato.

L’informatica forense o digital forensics si rivela essenziale non solo nella risposta agli attacchi, ma in ogni misura minima prevista dall’Articolo 24. Per esempio, è fondamentale per condurre una corretta Analisi dei Rischi, poiché solo l’analisi retrospettiva degli incidenti passati – inclusi quelli tentati o “mancati” – può fornire i dati necessari per questa valutazione. Essa rappresenta il campo di gioco principale nella Gestione degli Incidenti e nella verifica dell’integrità dei sistemi di Continuità Operativa, dove solo un’analisi approfondita può confermare che i backup non siano stati compromessi. Inoltre, l’analisi post-incidente è l’unica vera metrica per la Valutazione dell’Efficacia degli strumenti di logging, EDR o SIEM utilizzati, e risulta imprescindibile per rispondere alla domanda fondamentale in termini di sicurezza del personale: “Chi ha fatto cosa, quando e come?”.

La sfida più grande si concentra tuttavia sulla gestione delle tempistiche stringenti dettate dall’Articolo 25. Dalla pre-notifica da inviare al CSIRT Italia entro 24 ore fino alla Relazione Finale Completa richiesta entro un mese, la pressione sui CISO è altissima. Questa relazione finale deve obbligatoriamente includere la Root Cause Analysis, ovvero l’identificazione precisa della causa originale che ha innescato l’evento dannoso. Ed è qui che emerge il punto cruciale della lezione: è impossibile identificare con certezza la root cause – come pare effettivamente richiesto dalla normativa NIS2 – senza condurre un’indagine approfondita di Informatica Forense o Digital Forensics.

In conclusione, la Direttiva NIS2 ci spinge verso un approccio olistico alla sicurezza che integra misure Tecniche, Organizzative e Operative; in questo scenario, i log di sistema e le procedure operative diventano la fonte primaria di prova. L’informatica forense, dunque, non è un’opzione, ma una necessità tecnica e legale imprescindibile per soddisfare gli obblighi normativi e garantire una protezione efficace dell’organizzazione in un contesto normativo che si focalizza sull’interruzione dei servizi essenziali e sull’impatto sistemico.

Slide della lezione su NIS2 e Informatica Forense tenuto per FOIM

Le slide della lezione su NIS2 e Digital Forensics tenuto per FOIM sono disponibili qui di seguito per la visione o il download.