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Con Le Iene su IA, lavoro e contenuti online

L’AI sta sostituendo il lavoro umano?

In prossimità della festa dei lavoratori è andato in onda un servizio de Le Iene sull’Intelligenza Artificiale che sta, velocemente, sostituendo i lavoratori. È venuto fuori davvero un piccolo capolavoro, grazie all’abile conduzione di Alessandro Sortino, la sempre ottima regia di Marco Fubini e il puntuale intervento di Salvatore Aranzulla, che ha raccontato la sua esperienza di divulgatore informatico e imprenditore.

Alessandro Sortino e Paolo Dal Checco nella puntata sulla AI a Le Iene

Nel pezzo – al quale ho contribuito come consulente informatico forense per Le Iene – partiamo dal mondo del lavoro mostrando come quello che sembrava un futuro lontano sia già diventato realtà. Le grandi aziende tech, come Meta, stanno tagliando migliaia di posti di lavoro: solo nel 2025 le Big Tech hanno lasciato a casa 100.000 persone, e la stessa Meta ha annunciato un taglio del 20% della sua forza lavoro.

Ragionando sui posti di lavoro che possono più facilmente essere sostituiti, emerge una discriminante piuttosto secca: chiunque faccia smart working o lavoro agile oggi è tra i primi a rischiare la sostituzione da un’IA addestrata per svolgere le stesse mansioni da remoto, dato che l’interfaccia con il resto del mondo è digitale (chat, email, telefono, etc…) e su questo canale l’IA è sempre più forte, al punto che ormai è possibile interagire con centri di assistenza totalmente gestiti da intelligenza artificiale senza rendersi conto che dall’altra parte non ci sono esseri umani.

Paolo Dal Checco - Perito Informatico Forense collabora con Le Iene

Alessandro Sortino ha spostato il piano di analisi dal tecnico agli aspetti umani e pratici: non sono infatti a rischio solo i lavori intellettuali, dato che già oggi esistono robot umanoidi sempre più avanzati in grado di fare lavori manuali, capaci di cambiarsi la batteria da soli per lavorare all’infinito, cucinare, pulire la casa e persino imitare le espressioni facciali umane, con tanto di pelle riscaldata per sembrare ancora più veri.

Il “Furto” dei Contenuti e la Crisi del Web

Con Salvatore Aranzulla abbiamo poi affrontato la crisi che sta colpendo chi produce contenuti sul web. L’IA di Google e di altri motori di ricerca ormai scandaglia la rete e fornisce riassunti diretti agli utenti tramite le cosiddette AI Overview, eliminando la necessità di cliccare sui link originali. Aranzulla stesso ha visto il traffico del suo storico sito ridursi a un quarto. Denuncia apertamente quello che definisce di fatto un “furto” di contenuti: l’IA legge, riassume e usa il lavoro altrui senza che i creatori percepiscano alcun guadagno.

Il pericolo imminente è che, senza gli introiti pubblicitari derivanti dalle visite, i siti di informazione spariscano, spostando gli inserzionisti direttamente sulle piattaforme di IA. Questo porta a implicazioni inquietanti, come la “cannibalizzazione” dell’IA: i modelli finiranno per studiare e acquisire informazioni prodotte da altre intelligenze artificiali, moltiplicando le “allucinazioni” e finendo per fornire risposte errate o obsolete.

Un Rischio per la Democrazia e la Qualità dell’Informazione

L’ulteriore rischio è per la democrazia e la qualità dell’informazione. Se i siti tradizionali non riescono a sopravvivere, chi controllerà l’esattezza dei contenuti?. Chi resterà in piedi sarà costretto a finanziarsi con attività editoriali pesantemente sponsorizzate (ad esempio recensioni pilotate per favorire determinati marchi di cellulari) inquinando i dati di partenza dell’IA.

Inoltre, se poche grandi aziende arriveranno a controllare l’informazione globale decidendo qual è “l’opinione giusta”, verrà meno la possibilità per gli utenti di confrontare alternative libere, minando le basi stesse della democrazia.

L’Esperimento: Come Difendersi e il “Ricatto” dei Motori di Ricerca

Sempre nell’ambito della collaborazione fornita a Le Iene come consulente tecnico forense, ho mostrato un test pratico su come possiamo difenderci provando a bloccare l’accesso delle IA ad alcuni siti di test inserendo specifiche restrizioni o file di blocco.

Nell’ambito del test, abbiamo pubblicato una notizia falsa – riguardante Filippo Roma in veste di calciatore professionista – e bloccato l’ingresso ai bot IA su quel sito.

Filippo Roma Calciatore per il servizio de Le Iene con Alessandro Sortino

I risultati sono interessanti: sebbene alcune IA come Perplexity rispettino il divieto e trovino “la porta chiusa”, bot come ChatGPT aggirano il blocco riassumendo frammenti di testo giustificandosi con presunti “limiti di copyright”, mentre altri come Claude lo ignorano completamente, riportando la notizia parola per parola.

Come ha evidenziato Salvatore Aranzulla nel pezzo, il rischio dei blocchi è che se vengono fatti male tagliano fuori anche i motori di ricerca normali, impedendo così sostanzialmente l’accesso al sito tranne che per chi ne digita direttamente l’indirizzo sulla barra del browser, cose che non fa praticamente nessuno.

Le Iene - Alessandro Sortino e il servizio TV sulla Intelligenza Artificiale

Il vero dramma per chi crea contenuti si trasforma quindi in un subdolo ricatto: se un editore decide di bloccare un’intelligenza artificiale legata a un motore di ricerca per non farsi cannibalizzare i dati, rischia di bloccare il motore di ricerca stesso, sparendo così per sempre da internet.

È una puntata che fa riflettere sul nostro futuro, non dobbiamo allarmarci ma gestire in tempo l’evoluzione veloce e radicale: per chi fosse interessato la puntata de Le Iene sull’Intelligenza Artificiale con Alessandro Sortino, Salvatore Aranzulla e Paolo Dal Checco è disponibile al seguente link sul sito Mediaset.

Intelligenza Artificiale – La visione dell’avvocatura torinese, Convegno a Torino

L’intelligenza artificiale e l’Avvocatura sono un binomio molto discusso, in particolare negli ultimi mesi durante i quali leggiamo notizie di atti che paiono essere stati predisposti con o dall’IA.

Gggi pomeriggio in Maxi Aula 1 del Tribunale di Torino se ne parlerà al convegno “Intelligenza Artificiale – La visione dell’avvocatura torinese“, organizzato da Fondazione dell’Avvocatura Torinese Fulvio Croce e il gruppo Il Sole 24 Ore, parte del ciclo di incontri “Temi d’Impresa” – XII° incontro.

La direzione scientifica è dell’Avv. Riccardo Salomone, i saluti dell’Avv. Avv. Enrico Maggiora, Presidente Fondazione Fulvio Croce, la presentazione brevIArio sarà condotta dagli Avv.ti Alessio Chiabotto, Vittoria Diotallevi, Carlo Negro e Paolo Pisano – Commissione IA Ordine COA Torino.

Il Prof. Avv. Giovanni Maria Riccio – Professore Ordinario di Diritto Privato – Università di Salerno – terrà una relazione su AIAct: quadro normativo attuale.

Seguiranno gli interventi sugli aspetti tecnici con:

  • “La conservazione dei dati, l’autoapprendimento, i bias”, Dr. Paolo DAL CHECCO – Consulente Informatico Forense;
  • “Profili GDPR e aspetti deontologici”, Avv. Cristiano Michela – Consigliere Ordine Avvocati Torino;
  • “AI e responsabilità in ambiti specifici: l’utilizzo in campo giudiziario”, Prof. Avv. Prof. Avv. Marco Martorana – Professore a contratto in diritto della privacy – Universitas Mercatorum.

Conclude l’incontro la parte pratica, introdotta dal Dr. Paolo Roccia – Il Sole24 ORE – e un intervento sugli strumenti per i professionisti, tenuto dall’Avv. Alberto Bozzo – Formatore IlSole24ORE.

La locandina dell’evento su Intelligenza Artificiale e Avvocatura è disponibile e visionabile al seguente link.

Sulle tracce dell’hacker stalker di Noemi con Le Iene

Dopo l’hacker dell’autoscuola sono tornato a collaborare con Le Iene, come perito informatico forense, nel caso di Noemi, una ragazza di Monreale in provincia di Palermo, che da 7 mesi sta raccogliendo prove digitali degli episodi di stalking di cui sarebbe vittima ricevendo quotidianamente messaggi con minacce da parte d’ignoti.

Il servizio de Le Iene, condotto da Veronica Ruggeri, andato in onda in due puntate, la prima il 18 novembre 2025 e la seconda il 26 novembre 2025 si apre con uno scenario nel quale Noemi narra gli eventi di cyberstalking che avrebbe subito nel corso degli ultimi sette mesi, fatti di messaggi SMS o Instagram, chiamate anonime, email con allegati, movimenti sotto casa, luci sospette e persino potenziali telecamere che spiano la vita sua e della madre.

Paolo Dal Checco - Consulente Tecnico Forense per Le Iene nel servizio TV sull'Hacker di Monreale

Gli SMS paiono arrivare dallo stesso numero di telefono della ragazza, si possono quindi fare due ipotesi: spoofing (cioè invio di messaggi utilizzando come mittente il numero di qualcun altro) oppure provenienza degli SMS dallo stesso smartphone che li riceve.

I profili Instagram anonimi paiono essere stati creati e poi cancellati subito dopo le comunicazioni, quindi solo la Polizia Giudiziaria è in grado di ottenere informazioni, dall’esterno anche tramite tecniche OSINT non è possibile ricavare dati che possano essere utili a svelarne l’identità.

Paolo Dal Checco e Matteo Vinci - Forenser per Le Iene

Durante la seconda puntata, nella quale ho contribuito come tecnico informatico forense per Le Iene al fine di far luce sul mistero dello stalker, abbiamo proceduto all’esecuzione di copie forensi tramite software Oxygen Forensics, con varie modalità – inclusa la Full File System FFS tramite Checkm8 – al fine di poter successivamente analizzare i dati acquisiti in maniera forense.

Copia forense smartphone con Checkm8 e Oxygen Forensics

Prima di eseguire le copie forensi, insieme al collega Matteo Vinci – parte della società Forenser – abbiamo provveduto a generare il sysdiagnose degli iPhone e iPad, così da avere traccia dei crash log o bug report, utili per procedere con attività di spyhunting e rilevamento malware e spy software, per verificare l’eventualità che il telefono fosse controllato da remoto.

La gene

Copia forense di smartphone con Oxygen Forensics come consulenza informatica forense per Le Iene

La prima puntata del servizio de Le Iene sull’hacker che minaccia Noemi è visibile a questo link, mentre la seconda puntata – nella quale ho partecipato come consulente informatico forense per Le Iene per produrre copia forense e analisi finalizzata a verificare le attività di cyberstalking e identificarne il potenziale autore – è disponibile sul sito Mediaset nella sezione Le Iene al seguente link.

Analisi forense di pendrive USB e metadati Word per Le Iene

Martedì 4 novembre 2025 è andato in onda il servizio de Le Iene dove, come perito forense, ho aiutato la Iena Filippo Roma a trovare riferimenti a potenziali autori all’interno di una pendrive USB contenente un documento Word.

Il servizio de Le Iene parla di una questione nella quale non mi addentro, poiché mi è stato semplicemente chiesto se fosse possibile trovare l’autore, il proprietario o l’utilizzatore di una pendrive USB, in particolare basandomi su di un documento Microsoft Office Word in essa contenuto.

Consulente Informatico per Le Iene su analisi metadati pendrive USB

L’attività di perizia informatica è iniziata con la realizzazione di una copia forense della pendrive USB – così da cristallizzarne e preservarne il contenuto all’interno di una immagine forense con estensione EWF, in modo da poterla successivamente analizzare.

L’analisi forense svolta come perito informatico per Le Iene – in particolare per Filippo Roma e l’autore del servizio TV – è stata eseguita tramite il software X-Ways Forensics, con il quale ho eseguito carving, recupero dati e ricostruzione del filesystem, inclusi file cancellati e relativi metadati EXIF di immagini, OOXML di file Word e XMP di file PDF.

Le Iene - Paolo Dal Checco e analisi forense su metadati di documento Word

Il software XWF – X-Ways Forensics – permette a chi opera come consulente informatico forense di eseguire attività di analisi e perizia informatica su immagini forensi al fine di ricostruire file eliminati e categorizzare metadati ed evidenze digitali

Come contro-verifica – in ambito informatica forense è sempre importante l’attività di cross examination – ho utilizzato anche il noto software open source Exiftool, così da poter confermare le risultanze ottenute mediante il tool forense XWF e produrre quindi una valutazione circa l’attribuzione del file.

Paolo Dal Checco - Perito Informatico per Le Iene e analisi dei metadati file word con exiftool

Nella pendrive erano presenti ulteriori file di tipo “.Trashes”, “.TemporaryItems”, “.Spotlight-V100” con i subfolder “Store-V2” e all’interno i vari journal e index, ma in nessuno di tali artefatti erano contenute indicazioni circa l’attribuzione della pendrive o meglio, si sono trovati gli stessi riscontri presenti nel file Word oggetto di analisi.

Dal punto di vista informatico forense, la presenza di uno specifico nominativo nel campo “Creator/Author” o “Last Modified By/Last Saved By” non indica necessariamente l’autore del documento o dell’ultima modifica ma il nominativo con cui è stato configurato il software utilizzato per generare il documento Word.

In genere, quindi, quando si rileva un nominativo nel campo autore del documento o dell’ultima modifica al documento in un file Word – ma anche Excel o Powerpoint, oltre a PDF o eventuali file JPG, multimediali, etc… – possono verificarsi tre situazioni:

  1. Il nominativo presente nei dati EXIF/XMP/OOXML può effettivamente essere l’autore del documento;
  2. Lo user indicato nei metadati del file Word può essere quello con cui è stato configurato il sistema utilizzato per creare o modificare il file ma il file non è stato creato/modificato da tale soggetto;
  3. Lo username reperibile nei meta dati può essere stato inserito apposta nel file da terzi per forzare l’attribuzione di un file a un soggetto (es. per attribuirgli la creazione/modifica del file).

Ovviamente dall’analisi forense di un solo file non è possibile distinguere con una perizia informatica in quale casistica di quelle riportate sopra rientri, se non esaminando ulteriori elementi (es. altri file presenti sul dispositivo, percorsi/path del filesystem lasciati nei file, negli indici o nei dati temporanei, etc…) e quindi non si possono fare ulteriori valutazioni.

Proprio per questo motivo è importante procedere con la massima cautela quando si ricavano informazioni dai metadati dei file, valutando le possibili interpretazioni in base a ulteriori elementi, anche investigativi, che possano confermare o meno l’attendibilità dell’attribuzione.

Seminario sulla prova digitale nelle indagini preliminari al Tribunale di Milano

Mercoledì 5 novembre dalle 10:00 alle 13:00 si terrà a Milano presso la Sala Conferenze “Eligio Gualdoni” nel Palazzo di Giustizia Milano il seminario “La prova nelle indagini preliminari, prove informatiche e sfide dell’intelligenza artificiale”, evento gratuito, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Milano – Commissione Codice Rosso – attraverso la Fondazione Forense, nell’ambito del programma di formazione continua per gli Avvocati.

Seminario sulla prova digitale e intelligenza artificiale presso Tribunale di Milano

I saluti introduttivi dell’evento sulla prova digitale nelle indagini preliminari che si terrà a Milano in Tribunale saranno dell’Avv. Antonio Finelli, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Coordinatore della Commissione Codice Rosso.

I temi trattati e i relatori della giornata su “La prova nelle indagini preliminari, prove informatiche e sfide dell’intelligenza artificiale” saranno i seguenti:

  • L’acquisizione e conservazione della prova informatica: breve lettura del quadro normativo italiano e della giurisprudenza di legittimità – Avv. Maria Teresa Zampogna, Componente della Commissione Codice Rosso dell’Ordine degli Avvocati di Milano;
  • L’efficacia probatoria dei documenti informatici e la valutazione giudiziale delle prove digitali – Avv. Anna Campanella, Componente della Commissione Codice Rosso dell’Ordine degli Avvocati di Milano;
  • L’impatto dell’intelligenza artificiale generativa nella raccolta della prova informatica: dall’analisi delle tecnologie di manipolazione e di rilevamento alle strategie difensive e probatorie – Dott. Paolo Dal Checco, Consulente Informatico Forense;
  • Deepfake, manipolazione digitale e nuove sfide probatorie: prassi e azioni del Tribunale nella valutazione della prova informatica nell’epoca dell’intelligenza artificiale generativa – Dott. Roberto Crepaldi, Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Milano;
  • L’art. 50 del codice deontologico forense: fra dovere di verità e la raccolta e l’utilizzo di prove (false) – Avv. Antonio Finelli, Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Coordinatore della Commissione Codice Rosso;
  • Il ruolo dell’investigatore privato nella genesi dell’evidenza digitale – Fabio Di Venosa, Investigatore privato.

La partecipazione all’evento consente l’attribuzione di n. 3 crediti formativi di cui n. 1 in materia obbligatoria.

La locandina dell’evento “La prova nelle indagini preliminari, prove informatiche e sfide dell’intelligenza artificiale” è disponibile qui di seguito per la visione o il download.