Archivi tag: polizia postale

La Polizia Postale interviene sugli attacchi 0click a Whatsapp

La Polizia Postale ha pubblicato di recente sul sito web e su Linkedin un documento di allerta sugli attacchi 0click su Whatsapp, dando finalmente concretezza e “istituzionalità” a un fenomeno di cui parliamo ormai da mesi.

Polizia Postale - Attacchi 0click a Whatsapp su Apple iPhone iOS

Il team Forenser è stato infatti tra i primi a identificare gli attacchi comparsi a maggio, analizzarli e persino riprodurli riuscendo a replicare la sessione di un account di test che simula la vittima, leggere i messaggi cifrati scambiati con i contatti e inviarne al posto suo.

Si tratta infatti di uno scenario che lo Studio d’Informatica Forense della società Forenser Srl aveva già analizzato e segnalato a Meta nei mesi precedenti, durante la prima ondata di maggio, seguita poi da una seconda e ora una terza.

Ricordo le caratteristiche dell’attacco 0click alla chiave di sessione di Whatsapp, ottenute mettendo a confronto i diversi casi raccolti nei mesi:

  • tutti i casi rilevati riguardano iPhone (dal modello 8 al 14, incluse le varianti X, XR, XS, 11, SE, 12 e 13) su cui è installata un versione di iOS 16 nelle sue diverse release;
  • gli attaccanti scrivono in chat ai contatti della vittima, dal numero WhatsApp della vittima stessa, chiedendo di disporre bonifici;
  • gli attaccanti sembrano avere accesso alle sole chat recenti, ovvero a quelle con cui la vittima ha interagito da poco;
  • nessun dispositivo collegato è visibile nella sezione “Dispositivi collegati” (o “Linked devices”) delle impostazioni di WhatsApp;
  • le vittime non riportano di aver compiuto alcuna azione di pairing particolare: non hanno fornito codici, non hanno inquadrato QR code, non hanno autorizzato accessi, da qui il tipo di attacco definito “zero click” o “0-click”, cioè che non richiede neanche un click da parte della vittima per essere portato a segno.

Per queste ragioni è stato sin da subito evidente che non si trattasse di un classico episodio di ghost pairing (nel quale l’attaccante induce la vittima a scansionare un QR code o a condividere un codice di verifica): l’assenza di qualsiasi interazione richiesta all’utente fa propendere per una compromissione di tipo 0-click, cioè per un’infezione che non richiede alcun intervento da parte della vittima e che colpisce direttamente lo smartphone o l’app WhatsApp.

Dopo la segnalazione a Meta, che ha preso in seria considerazione la comunicazione prodotta da Forenser, il team ha proseguito la ricerca e replicato in laboratorio lo scenario osservato, riuscendo a riprodurre lo scenario 0-click. Su dispositivi di test, un client su PC ha acquisito la sessione della vittima, letto le chat recenti e inviato messaggi come titolare dell’account: questo è il passaggio sperimentale che sviluppa quanto documentato nel precedente articolo.

Ricordo che l’attacco colpisce smartphone iPhone con versioni obsolete di iOS di Apple, delle quali per alcune versioni Apple distribuisce versione con patch (iOS 16.7.16 per i dispositivi fermi a iOS 16 e iOS 17.7.11 per i dispositivi fermi a iOS 17) ma spesso gli utenti – per mancanza di spazio o di tempo – non aggiornano.

Per chi pensa che i dispositivi che supportano iOS 16 siano pochi o vecchi, qui di seguito possiamo osservare come modelli anche recenti supportano iOS 16 e spesso anzi non vengono aggiornati, rimanendo su tale versione anche precedente alla 16.7.16 che sarebbe certamente più sicura perché contiene diverse patch di sicurezza.

Matrice iOS o iOS Matrix con versioni sistema operativo e modello iPhone

Un aspetto importante, quando si parla di dispositivi ancora esposti a vulnerabilità che riguardano iOS 16 o iPadOS 16, è distinguere tra i modelli che possono ancora eseguire queste versioni e quelli che, invece, non possono proprio – anche volendo -essere aggiornati a una major release successiva.

Per quanto riguarda gli iPhone, iOS 16 è compatibile con un intervallo piuttosto ampio di dispositivi, che parte da iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X e arriva fino alla generazione iPhone 14, comprendendo quindi anche iPhone XR, XS e XS Max, iPhone SE di seconda e terza generazione e tutte le serie iPhone 11, 12 e 13. All’interno di questo insieme, però, solo iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X sono rimasti definitivamente sulla famiglia iOS 16, perché non supportano iOS 17 e versioni successive. Per questi modelli, quindi, iOS 16 rappresenta effettivamente l’ultima major release disponibile.

Il discorso è simile per gli iPad, anche se la frammentazione tra generazioni è maggiore. iPadOS 16 è compatibile con numerosi modelli, a partire da iPad di quinta generazione, iPad mini di quinta generazione, iPad Air di terza generazione e diverse generazioni di iPad Pro. Anche in questo caso, però, soltanto alcuni dispositivi sono rimasti confinati a iPadOS 16: in particolare iPad di quinta generazione, iPad Pro da 9,7 pollici e iPad Pro da 12,9 pollici di prima generazione.

Questo significa che il numero di dispositivi potenzialmente ancora presenti su iOS o iPadOS 16 non coincide con il solo insieme dei modelli “bloccati” a quella versione ma è ben più ampio. Una quota, probabilmente minoritaria ma non trascurabile, può infatti essere costituita anche da dispositivi più recenti che supportano versioni successive del sistema operativo ma che, per scelta dell’utente, mancato aggiornamento o particolari condizioni d’uso, continuano ancora oggi a eseguire una release della famiglia 16.

Matrice iPad OS o iPad OS Matrix con versioni sistema operativo e modello iPhone

Ricordiamo infatti che, nella realtàmolte persone non aggiornano i loro sistemi perché hanno paura che questi rallentino, scaldino o consumino più spesso la batteria. Non aggiornano perché hanno paura di fare dei danni. Non aggiornano perché non hanno tempo per farlo o a volte semplicemente non hanno abbastanza spazio sul loro iPhone per poter completare correttamente l’aggiornamento, che a volte magari parte e non si conclude correttamente o non parte neanche.

In sostanza, ci sono milioni di persone che rimangono con sistemi operativi obsoleti per diversi motivi e quindi vulnerabili, spesso non aggiornati neanche alle versioni con le patch che Apple continua a produrre, anche per i dispositivi più vecchi.

Il problema, che non emerge dai report che circolano, è che è vero che l’attacco alla sessione Whatsapp di Meta per ora sfrutta CVE su versioni obsolete di iOS, ma potrebbe benissimo funzionare anche con versioni più recenti nel caso in cui circolassero 0click anche per quelli

Purtroppo l’impostazione di una verifica a due passaggi 2FA e il check dei dispositivi connessi non serve a limitare né rimuovere l’infezione: l’unica precauzione è aggiornare la versione di iOS, se possibile portandola alla 26.

Se già infetti aggiornare può non essere sufficiente – dato che c’è stata sottrazione della session di WhatsApp – ed è necessario anche ripristinare il telefono allo stato di fabbrica, oltre che reinstallare Whatsapp in versione aggiornata.

L’articolo completo della società d’informatica forense di Torino, con aggiornamenti e ulteriori dettagli sull’attacco a Whatsapp di cui ha parlato di recente la Polizia Postale, è visionabile online sul sito della società Forenser.

Sicurezza e infrastrutture critiche al National Security Hub 2024 a Roma

Martedì 3 dicembre si terrà a Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna, 366 a Roma, la seconda edizione del National Security Hub, Forum durante la quale si parlerà d’infrastrutture critiche e strategiche, sicurezza e resilienza, responsabilità etica dell’uso energetico nei data center e nella gestione dei dati, attacchi di precisione nelle aziende e nella pubblica amministrazione.

National Security Hub 2024 a Roma

L’evento, moderato da Barbara Carfagna, verterà su tre tematiche fondamentali:

  • Sicurezza energetica e protezione delle infrastrutture critiche
  • Data center e responsabilità etica nella gestione dei dati e dell’energia
  • Cittadini e soldati: Manager e Generali. L’educazione agli attacchi di precisione nelle aziende e nella pubblica amministrazione

Per partecipare al Forum “National Security Hub” che si terrà a Roma il 3 dicembre 2024 è sufficiente compilare il seguente form online e per maggiori informazioni contattare [email protected].

Il programma del National Security Hub 2024 è il seguente:

9:30 | Welcome Coffee

10:00 | Saluti istituzionali

10:15 | Panel I – Sicurezza energetica e protezione delle infrastrutture strategiche

Il panel esamina minacce e strategie per proteggere infrastrutture critiche ed energetiche in un contesto globale vulnerabile. L’attenzione sarà rivolta alle tecnologie e alle collaborazioni necessarie per garantire sicurezza e resilienza, affrontando sfide che mirano a destabilizzare risorse essenziali.

Opening remarks

  • Cristiano Leggeri, Direttore della III Divisione del Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica
  • Comandante Antonio Bufis, Marina Militare
  • Pierluigi Contucci, Professore ordinario, Dipartimento di Matematica Università di Bologna

Discussant

  • Corrado Giustozzi, Founding Partner & Chief Strategist Rexilience
  • Alessandro Manfredini, Presidente AIPSA – Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale

11:00 | Panel II – Data center e responsabilità etica nella gestione dei dati e dell’energia

Questo panel esplora la responsabilità etica dell’uso energetico nei data center e nella gestione dei dati. Analizzeremo l’equilibrio tra ottimizzazione delle risorse, impatto ambientale e tutela della privacy, esplorando approcci che rispettino normative e promuovano una gestione etica in ambito digitale.

Opening Remarks

  • Giovanni Amato, Funzionario Agenzia per l’Italia Digitale con responsabilità diretta sulle operazioni del CERT-AgID ed esperto di cybersicurezza
  • Antonio Mancazzo, Comandante del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche Guardia di Finanza
  • Alessandro Marzi, Head of Group Cyber Defence – CISO A2A

Discussant

  • Nicola Bernardi, Presidente e Membro del Consiglio Direttivo Federprivacy
  • Paolo Dal Checco, Consulente informatico Forense, CEO Forenser Srl
  • Sergio Fumagalli, Clusit Privacy & Security Consultant, Esg advisor P4I
  • Paola Generali, Presidente, Associazione nazionale imprese ICT

11:45 | Panel III – Cittadini e soldati: Manager e Generali. L’educazione agli attacchi di precisione nelle aziende e nella pubblica amministrazione

Il panel affronta la preparazione di manager e dirigenti pubblici alla gestione di attacchi mirati. Verranno esplorati approcci formativi ispirati a strategie militari per migliorare la resilienza e la risposta rapida contro minacce specifiche in ambiti aziendali e istituzionali.

Opening Remarks

  • Mirko Lapi, Intelligent & Security Consultant Osintitalia
  • Michele Mezza, Giornalista e Docente Università Federico II Napoli
  • Alessandro Politi, Direttore Nato Defence College Foundation
  • Valerio Visconti, CISO Autostrade per l’Italia
  • Dan Cimpean, The Director, National Cyber Security Directorate and Member of ECCC Governing Board, ENISA Management Board, ECSO Board of Directors

Discussant

  • Gianluca Boccacci, Presidente Cyber Actors
  • Fabrizio D’amore, Direttore del master Sapienza in Sicurezza delle informazioni e informazione strategica e Professore di Cybersecurity nel corso magistrale di Engineering in Computer Science di Sapienza Università di Roma
  • Pierguido Iezzi, Strategic Business Director di Tinexta Cyber

13:00 | LIGHT LUNCH

OSINT Day 2021

Venerdì 30 Aprile 2021, dalle ore 15:00, si terrà il primo OSINT Day italiano, conferenza interamente dedicata all’Open Source Intelligence tutta italiana, organizzata dall’Associazione di Promozione Sociale “OSINTItalia“.

OSINT Day 2021

In un mondo sempre più sommerso d’informazioni, spesso nascoste e non facili da trovare, le tecniche di OSINT e ricerca online possono firnire un fondamentale contributo in ogni ambito, dal pubblico al privato, dalle investigazioni digitali al mondo solidale.

Il primo OSINT Day italiano, organizzato dall’Associazione OSINTITALIA in collaborazione con il Corso di Perfezionamento in Criminalità informatica e investigazioni digitali dell’Università degli studi di Milano tratterà proprio di tematiche quali l’applicazione dell’OSINT alla privacy e data protection, studio di attività criminali, sicurezza aziendale, analisi societarie, supporto alla digital forensics, contrasto alla disinformazione digitale, OSINT solidale.

Speaker e programma dell’evento OSINT Day

Durante le 4 ore dell’evento OSINT Day si altereranno professionisti, volontari e rappresentanti delle istituzioni che ogni giorno operano nel campo, che ci aiuteranno a scoprire cos’è l’OSINT, come può essere utilizzato a fini sociali, iniziative internazionali aperte a volontari in tutto il mondo ed esempi pratici di attività.

ORE 15.00
SALUTI INTRODUTTIVI
con: GIOVANNI ZICCARDI / Università degli Studi di Milano

ORE 15.10
INTRODUZIONE ALL’OSINT SOLIDALE E AL PROGETTO OSINTITALIA
con: MIRKO LAPI / Presidente OSINTITALIA

ORE 15.30
IL CONCETTO DI PRIVACY NELLE ATTIVITÀ OSINT
con: GUIDO SCORZA / Componente del Garante per la protezione dei dati personali

ORE 16.00
L’OSINT NELL’AZIONE DI CONTRASTO ALLE ATTIVITÀ CRIMINALI
con: NUNZIA CIARDI / Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni

ORE 16.30
APPLICAZIONI DELLE ATTIVITÀ OSINT NELLA SECURITY AZIENDALE
con: ANDREA CHITTARO / Senior Vice President Global Security & Cyber Defence Snam – Presidente AIPSA

ORE 16.50
L’OSINT PER LE ANALISI SOCIETARIE (CASO STUDIO)
con: ANTONIO ROSSI / Membro Consiglio Direttivo OSINTITALIA

ORE 17.20
IL SUPPORTO DELL’OSINT ALLE ATTIVITÀ DI DIGITAL FORENSICS
con: PAOLO DAL CHECCO / Consulente Tecnico in ambito di Perizia Informatica Forense e Indagini Digitali

ORE 17.50
L’OSINT NEL CONTRASTO ALLA DISINFORMAZIONE DIGITALE
con: ROSITA RIJTANO / Giornalista lavialibera

ORE 18.10
GAMIFICATION DELLE INVESTIGAZIONI ONLINE PER L’OSINT SOLIDALE
con: ALESSIA GIANAROLI, VALENTINA LAVORE / Rispettivamente Vice Presidente e Segretario OSINTITALIA

ORE 18.30
SOCIAL NETWORK, RISCHI E OPPORTUNITÀ DELL’OSINT
con: MATTIA VICENZI / Membro Consiglio Direttivo OSINTITALIA

ORE 19.00
SALUTI CONCLUSIVI
con: MIRKO LAPI / Presidente OSINTITALIA

La locandina dell’evento OSINT Day 2021 è scaricabile dal seguente link.

Convegno sullo strumento informatico quale mezzo per la commissione del reato a Torino

Giovedì 21 novembre 2019, dalle ore 14.30 alle ore 17.30, nella Maxi Aula 2 – ingresso 15 – seminterrato – presso il Palazzo di Giustizia C.so Vittorio Emanuele II, 130 a Torino si terrà la conferenza dal titolo “Lo strumento informatico quale mezzo per la commissione del reato“. Il convegno è finalizzato all’esame degli strumenti informatici maggiormente utilizzati per commettere reati “comuni” ed a comprendere quali siano i mezzi di indagine, a disposizione degli inquirenti e della difesa, utili alla ricerca della prova e all’acquisizione forense delle evidenze digitali, evidenziandone i limiti e le criticità.

Lo strumento informatico quale mezzo per la commissione del reato - Tribunale di Torino

Gli argomenti che verranno trattati dai relatori saranno le indagini informatiche, mezzi di ricerca della prova, strumenti investigativi digitali, indagini tecnologiche, acquisizione forense di prove digitali, strumenti a disposizione dei consulenti tecnici di parte, consulenti della difesa e Avvocati difensori che possono anticipare e prepare la fase di perizia informatica forense e, in ultimo, si parlerà dei profili deontologici dell’Avvocato.

La partecipazione al Convegno, organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Torino, è gratuita, per le iscrizioni utilizzare il programma riconosco per gli iscritti al foro di torino oppure, per tutti gli altri, scrivere a [email protected]. La partecipazione è titolo per l’attribuzione di 3 crediti formativi di cui uno in materia di deontogia.

Il programma del convegno su “Lo strumento informatico quale mezzo per la commissione del reato“, che si terrà presso il Tribunale di Torino, è il seguente:

  • Le indagini ed il loro coordinamento: i limiti dei mezzi di ricerca della prova, tra il possibile, l’utile ed il consentito (Dott.ssa Valentina Sellaroli, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino
  • Le indagini “tecnologiche”: gli strumenti investigativi ed i loro limiti (Commissario Dott. Ing. Giuseppe Zuffanti, Compartimento Polizia Postale di Torino)
  • L’acquisizione degli elementi di prova digitali: dalla copia forense alla copia logica di “server” e dispositivi mobili, gli strumenti a disposizione degli investigatori per la ricerca dei dati, problematiche, soluzioni e limiti (M.llo Andrea Pellegrini Guardia di Finanza, responsabile Sezione Informatica Forense Procura della Repubblica di Torino)
  • Gli strumenti investigativi a disposizione dei difensori e dei propri consulenti per la ricerca della prova, profili inerenti all’attendibilità del dato “tecnologico” (Dott. Paolo Dal Checco, Consulente informatico forense)
  • La richiesta di informazioni, documenti e dati informatici al proprio assistito. Profili deontologici dell’avvocato (Avv. Flavio Campagna, Foro di Torino)

Modera: Avv. Vittorio Maria Rossini, componente Commissione Scientifica COA Torino
Coordinatori: Avv. Stefano Caniglia, Avv. Vittorio Maria Rossini, Avv. Riccardo Salomone, Componenti Commissione Scientifica COA Torino